Progetto Ranteghetta. Sorgenia si ferma. Nessun pannello solare nel Parco del Gelso
Svolta sul progetto Ranteghetta, e del parco fotovoltaico a terra: Ossona, Marcallo con Casone e Santo Stefano Ticino possono, per ora, tirare il fiato. Sorgenia ha chiesto al Ministero l’archiviazione del procedimento autorizzativo. La richiesta è stata presentata il 7 agosto. Al momento, però, mancano ancora alcuni passaggi fondamentali: nè il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, né i tre Comuni hanno pubblicato un atto o una comunicazione ufficiale accessibile che annunci la conclusione della procedura. Sul portale ministeriale la pratica Ranteghetta risulta infatti ancora formalmente in “Istruttoria tecnica CTPNRR-PNIEC”. La differenza non è soltanto formale: Sorgenia ha chiesto di chiudere il procedimento, ma sarà il Ministero a dover recepire la richiesta e formalizzarne l’archiviazione.
🌳 Sorgenia rinuncia al Ranteghetta
La notizia è trapelata venerdì 7 agosto attraverso un comunicato stampa della stessa Sorgenia. La redazione ha verificato autonomamente l’informazione: la richiesta di archiviazione è stata effettivamente inoltrata al Ministero e risultano corrette anche le motivazioni riportate. Secondo Sorgenia “L’evoluzione del quadro normativo sulla localizzazione degli impianti da fonti rinnovabili ha modificato in misura sostanziale il contesto in cui il progetto era stato concepito. Alla luce di questo scenario, Sorgenia ritiene che non sussistano più le condizioni per procedere con l’iter autorizzativo.”
L’azienda scrive anche che “ha sviluppato “Ranteghetta” seguendo con rigore il percorso previsto dalla normativa vigente al momento della presentazione e ha mantenuto il confronto con le amministrazioni dei tre Comuni lungo l’intero iter” e conferma che “la propria visione dello sviluppo delle rinnovabili: impianti che producono energia pulita e generano valore per i territori che li ospitano, attraverso ricadute dirette per i residenti e benefici per le comunità coinvolte”.
⚖️ Prima lo Stato: da 500 a 350 metri
Il riferimento di Sorgenia al mutato quadro normativo trova un riscontro preciso in quanto è accaduto negli ultimi mesi. Il primo cambiamento importante è arrivato con il decreto legge 175 del 21 novembre 2025, entrato in vigore il giorno successivo e poi convertito, con modificazioni, nella legge 4 del 15 gennaio 2026. La nuova disciplina ha riscritto le regole sulle aree idonee agli impianti da fonti rinnovabili. Per il fotovoltaico a terra in zona agricola uno dei cambiamenti riguarda proprio la vicinanza agli stabilimenti e agli impianti industriali: la fascia prevista dalla normativa precedente è stata ridotta da 500 a 350 metri.
Non è un particolare secondario per il Ranteghetta. La documentazione integrativa richiesta dal Ministero e depositata da Sorgenia al MASE il 5 maggio 2026 contiene ancora un elaborato denominato “Relazione su aree idonee D.Lgs. 199/21”, cioè riferito alla precedente disciplina delle aree idonee. Questo non consente da solo di affermare che il progetto fosse diventato automaticamente incompatibile con la nuova legge. Dimostra però che il cambiamento normativo riguardava direttamente uno dei presupposti utilizzati per individuare le aree sulle quali avrebbe dovuto sorgere l’impianto.
🏛️ I tre Comuni lo avevano già segnalato a maggio

La questione era emersa pubblicamente tre mesi prima della rinuncia. Dopo l’incontro tecnico-istituzionale dell’8 maggio, Ossona, Marcallo con Casone e Santo Stefano Ticino avevano segnalato nuove criticità nella documentazione di Sorgenia. In particolare, le amministrazioni avevano rilevato che alcuni elaborati non apparivano allineati alle disposizioni introdotte dal DL 175/2025. Il punto indicato espressamente riguardava proprio la modifica della distanza dalle aree industriali, scesa da 500 a 350 metri.
I Comuni avevano quindi annunciato ulteriori verifiche tecniche e giuridiche sulla compatibilità del progetto con la nuova disciplina. La coincidenza temporale è significativa: Sorgenia oggi motiva la richiesta di archiviazione con il cambiamento del quadro normativo e quel cambiamento era già stato individuato e contestato dalle amministrazioni locali all’inizio di maggio.
🌾 Poi la Lombardia ha stretto ancora sul suolo agricolo
Pochi giorni dopo è arrivato il secondo cambiamento. La Regione Lombardia ha approvato la nuova disciplina sulle aree idonee, diventata legge regionale 21 maggio 2026 numero 10. Il principio indicato dalla legge è quello di favorire gli impianti sulle superfici già edificate, urbanizzate o compromesse, come coperture, parcheggi, aree industriali e artigianali, aree dismesse, cave e discariche cessate, limitando contemporaneamente l’utilizzo dei terreni agricoli.
La legge stabilisce che le aree agricole destinate a impianti da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo non possano superare complessivamente lo 0,8 per cento della Superficie agricola utilizzata della Lombardia. A livello di singolo Comune la SAU destinabile a nuovi progetti fotovoltaici a terra, agrivoltaici e sistemi di accumulo non può superare il 3 per cento; a livello provinciale il limite è del 2 per cento.
Per i procedimenti già in corso, come quello del Ranteghetta, sono previste disposizioni transitorie. Non è quindi corretto sostenere che la nuova legge regionale abbia automaticamente bloccato il progetto. Ha però modificato ulteriormente il quadro nel quale una struttura di queste dimensioni, prevista su una vasta superficie agricola, avrebbe dovuto proseguire il proprio iter.
📄 Sul sito del Ministero Ranteghetta è ancora in istruttoria
Il progetto ufficialmente depositato prevede un impianto fotovoltaico denominato “Ranteghetta” da 68,48 MWp, integrato da un sistema di accumulo BESS da 64 MW, nei territori di Marcallo con Casone, Ossona e Santo Stefano Ticino, con opere di collegamento alla rete elettrica nazionale anche a Magenta. La pratica MASE ha il numero 13698 e il codice WEB-VIA-VIAVIAF00000538. Sul portale delle Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali, sabato 8 agosto, lo stato continua a essere indicato come “Istruttoria tecnica CTPNRR-PNIEC”.
Per questo, per ora, è corretto parlare di richiesta di archiviazione presentata da Sorgenia, ma non ancora di procedimento ufficialmente archiviato dal Ministero. La redazione continuerà quindi a controllare la pratica ministeriale fino alla pubblicazione dell’atto conclusivo.
🏛️ Una battaglia iniziata oltre un anno fa
La vicenda Ranteghetta è iniziata nella primavera del 2025. Il progetto del grande impianto fotovoltaico previsto nelle aree agricole del Parco del Gelso aveva immediatamente aperto un confronto sul futuro di una vasta superficie agricola. Pochi giorni dopo erano arrivate la posizione contraria dei tre sindaci e il voto unanime dei Consigli comunali contro il progetto. Nel luglio 2025 il Ministero aveva poi chiesto a Sorgenia numerose integrazioni su ambiente, salute, territorio e misure di compensazione.
Contemporaneamente era cresciuta la mobilitazione dei cittadini: la petizione aveva raggiunto 1.800 firme, mentre si erano mobilitati agricoltori, associazioni, comitati e residenti. Ad agosto dello stesso anno i sindaci di Ossona, Marcallo con Casone e Santo Stefano Ticino erano andati direttamente al Ministero per ribadire la contrarietà del territorio. L’ultimo grande passaggio era arrivato il 6 maggio 2026, quando Sorgenia aveva scelto di sottoporre volontariamente il progetto alla Valutazione di Impatto Ambientale. Comuni, cittadini e comitati avevano quindi preparato una nuova serie di osservazioni e richieste da presentare nell’ambito della procedura.
🌱 Le osservazioni sul terreno agricolo
Tra i punti sollevati nelle osservazioni c’era la dimensione dell’impianto e soprattutto l’utilizzo di terreno agricolo ancora produttivo. Gli elaborati del progetto indicavano infatti una superficie di circa 82,82 ettari e descrivevano nell’area un’attività agricola destinata anche alla produzione di alimenti per il bestiame. Le osservazioni chiedevano quindi al Ministero di valutare l’impatto sulla continuità agricola, sulla funzione produttiva dei terreni e sulla filiera zootecnica locale. Un altro punto delle osservazioni dei cittadini riguardava proprio il concetto di “area idonea”. Facevano notare che la documentazione del progetto faceva riferimento alla disciplina del D.Lgs. 199/2021 e alla fascia dei 500 metri. Le osservazioni sostenevano comunque che l’idoneità formale non potesse sostituire la valutazione dell’impatto concreto sul territorio.
Proprio su quel parametro, pochi mesi dopo la presentazione originaria del progetto, la normativa nazionale è cambiata. E successivamente anche la Lombardia ha introdotto nuovi limiti al consumo di superficie agricola per gli impianti energetici. Ora il percorso cambia nuovamente direzione. Questa volta è la stessa società proponente ad avere chiesto che la procedura venga chiusa. Va comunque tenuta alta l’attenzione, perchè la richiesta di archiviazione sottrae l’azienda al giudizio finale dul progetto, ma non blocca la possibilità di presentarne altri dai contorni siimili.
