Petizione contro ilParco fotovoltaico “Ranteghetta”. 1800 firme contro sul tavolo del ministro
In 4 giorni, i cittadini dei Comuni di Ossona, Santo Stefano Ticino e Marcallo con Casone, in una petizione suchange.org hanno raccolto 800 firme contro il progetto Ranteghetta, il maxi impianto fotovoltaico”. Quelle firme, autenticate e presentate nei termini di legge, sono già state inviate al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) come osservazioni ufficiali. Ma la mobilitazione non si è fermata lì: il 25 luglio, le firme sono diventate 1800, tutte verificate. Un segnale chiaro e crescente di opposizione popolare, che ha portato a un gesto senza precedenti. I sindaci dei tre Comuni coinvolti porteranno personalmente le firme a Roma, in occasione dell’incontro con il Ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin. Ecco dove firmare
Un impianto da 140 ettari, in gran parte dentro il Parco del Gelso

Il progetto presentato da Sorgenia Renewables S.r.l. prevede l’installazione di pannelli solari su una superficie catastale di circa 140 ettari, l’equivalente di 150 campi da calcio. Si tratta per la maggior parte di aree agricole attive e di pregio, inserite nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale “Il Gelso”.
La petizione, come le osservazioni ufficiali, denuncia diversi aspetti critici del progetto: la perdita di suolo agricolo fertile, il forte impatto ambientale e paesaggistico, l’assenza di benefici diretti per i residenti e il mancato utilizzo di alternative più sostenibili, come tetti, capannoni industriali e aree dismesse. “Firmare significa proteggere un bene prezioso per tutti noi”, si legge nell’appello.
L’opposizione arriva in Città Metropolitana
Anche sul fronte politico, qualcosa si muove. Mercoledì 24 luglio, il consigliere metropolitano Christian Colombo (Lega) ha annunciato che la questione sarà portata all’attenzione della Città Metropolitana di Milano. La mozione, firmata da Christian Colombo e dalla consigliera Cocucci (Forza Italia), chiede al Sindaco Giuseppe Sala di schierarsi al fianco dei Comuni coinvolti. “Lega e Forza Italia” – hanno dichiarato Colombo e Cocucci – “portano anche in sede metropolitana le preoccupazioni dei cittadini e dei sindaci sull’impatto che questo progetto rappresenta per il territorio, il paesaggio e le comunità locali, che già hanno espresso pubblicamente la loro netta contrarietà, avviando interlocuzioni ufficiali con il Ministero dell’Ambiente e con Regione Lombardia”
Chiesta la sospensione dell’iter e una revisione normativa
I firmatari della mozione chiedono anche un passo in più: il blocco dell’iter autorizzativo in attesa di una revisione delle norme nazionali, alla luce anche di una recente sentenza del TAR del Lazio. “La transizione energetica non può diventare un pretesto per compromettere il paesaggio lombardo e l’autonomia dei territori”, hanno ribadito i consiglieri.
L’ordine del giorno sarà discusso nel Consiglio metropolitano del 30 luglio. Non sappiamo come finirà, ma nessuno, però, può avere illusioni sulla possibilità che Beppe Sala si scheri con i cittadini e a favore di politiche di conservazione e protezione ambientale. L’esperienza della discarica di Casorezzo insegna che se ne frega e che rimanda tutto ai tecnici che, a loro volta, condividono il pensiero e le strategie tecniche di don Abbondio.
Intanto, la raccolta firme continua su change.org, e l’immagine diffusa da chi si oppone al progetto sintetizza il timore condiviso: che le campagne coltivate, cosí preziose, dell’Est Ticino siano cancellate tra le risate degli affaristi della transizione ecologica.


