Ossona, Marcallo e Santo Stefano: Ranteghetta passa alla VIA, i Comuni e i Comitati tornano all’attacco
A Ossona, Marcallo con Casone e Santo Stefano Ticino il progetto Ranteghetta entra nella Valutazione di Impatto Ambientale. Non è un via libera, ma il nuovo capitolo di una battaglia già lunga, iniziata quando il territorio ha scoperto il maxi impianto fotovoltaico a terra proposto da Sorgenia Renewables S.r.l. nelle aree agricole del Parco del Gelso. I tre Comuni hanno comunicato ai cittadini di aver ricevuto dal Ministero la notizia della scelta del proponente di procedere con la VIA. Il progetto, denominato “Ranteghetta”, non è ancora approvato. La novità arriva dopo mesi di osservazioni, atti contrari, petizioni, richieste di chiarimenti e mobilitazione pubblica. In sostanza, la partita non si è chiusa: si è spostata su un tavolo ancora più pesante.
La battaglia contro “l’ ecomostro del greenwashing”
Abbiamo già parlato della battaglia di cittadini e comuni contro l’enorme parco fotovoltaico nei seguenti articoli:
- Un ecomostro minaccia Ossona, Santo Stefano Ticino e Marcallo? Sorgenia vuole costruire parco fotovoltaico a terra nel Parco del Gelso
- Ossona dice no a Sorgenia: consiglio comunale compatto contro il parco fotovoltaico
- Parco fotovoltaico alla Ranteghetta. I 3 sindaci dicono di No, però manca la comunicazione ai cittadini
- Ranteghetta, il Ministero blocca Sorgenia: “Mancano dati su salute, ambiente e compensazioni
- Petizione contro ilParco fotovoltaico “Ranteghetta”. 1800 firme contro sul tavolo del ministro
- “Fermate il progetto Ranteghetta”: i sindaci vanno al Ministero per dire no a Sorgenia
Nella foto di copertina i rappresentanti pubblici dei tre Comuni durante la riunione negli uffici del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’incontro ufficiale tra i Sindaci di Ossona, Santo Stefano Ticino e Marcallo con Casone e i tecnici del Ministero.
🏛️ Il nuovo passaggio dopo mesi di no
La comunicazione congiunta è firmata dai sindaci Fausto Coatti per Marcallo con Casone, Giovanni Venegoni per Ossona e Dario Tunesi per Santo Stefano Ticino. Le amministrazioni sostengono che la scelta di procedere tramite VIA sia il risultato dell’impegno di tutto il territorio che si è opposto al progetto durante la fase di assoggettabilità.
È un punto importante, perché tiene insieme il lavoro tecnico dei Comuni, le prese di posizione politiche, le osservazioni dei cittadini e l’attività dei comitati contrari. Nei mesi scorsi il progetto Ranteghetta era già arrivato al centro dei consigli comunali, delle interlocuzioni con il Ministero e della mobilitazione popolare, con migliaia di firme raccolte contro l’impianto.
🌳 Parco del Gelso, campi e nuova documentazione
Ora le amministrazioni comunali dovranno verificare la nuova documentazione presentata. L’obiettivo annunciato è predisporre altre osservazioni in opposizione al progetto, a tutela del territorio e delle comunità coinvolte.
Il nodo resta lo stesso: un grande impianto fotovoltaico a terra, con sistema di accumulo BESS e opere di connessione alla rete elettrica nazionale, in un’area agricola che interessa Santo Stefano Ticino, Marcallo con Casone, Ossona e anche il territorio di Magenta per le opere connesse. Nel materiale diffuso dai contrari si parla di circa 83 ettari di suolo agricolo interessato; negli atti e nelle ricostruzioni dei mesi scorsi è emersa anche una superficie complessiva più ampia del progetto. La sostanza politica e ambientale non cambia: il territorio contesta il consumo di suolo agricolo e l’impatto sul Parco del Gelso.
📄 Osservazioni: parte la nuova finestra pubblica
I comitati e le associazioni contrarie al progetto si sono già mossi. Nel materiale informativo diffuso in queste ore viene ricordato che, con l’avvio della fase di consultazione pubblica, decorrono 30 giorni per presentare osservazioni scritte al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Le osservazioni possono essere presentate attraverso il Portale delle Valutazioni e Autorizzazioni Ambientali del Ministero, partendo dalla scheda del progetto Ranteghetta:. In alternativa, è possibile inviarle via PEC all’indirizzo va@pec.mase.gov.it.
Il messaggio dei contrari è chiaro: informarsi, partecipare e far arrivare la propria voce dentro la procedura formale. Non è più soltanto protesta di piazza o raccolta firme, ma un passaggio tecnico-amministrativo in cui ogni osservazione depositata entra nel fascicolo.
🏛️ Regione e Città Metropolitana chiamate in causa
I Comuni hanno annunciato anche la richiesta di confronti con Regione Lombardia e Città Metropolitana di Milano, enti coinvolti nella procedura. È un altro passaggio coerente con quanto già avvenuto nei mesi scorsi, quando la vicenda Ranteghetta era uscita dai confini dei tre paesi ed era arrivata sui tavoli politici regionali e metropolitani.
La VIA, quindi, non chiude la discussione: la riapre con documenti nuovi, termini nuovi e una nuova possibilità di opposizione formale. Il fronte del no, dai Comuni ai comitati, non sembra intenzionato ad arretrare. Dopo la petizione, le osservazioni, l’incontro al Ministero e la mobilitazione pubblica, Ranteghetta torna al punto decisivo: carte alla mano, il territorio prepara un altro no.
