Milano, rapina alla M1 Palestro: arrestati due giovani dopo l’aggressione a una madre con il figlio
A Milano la Polizia di Stato ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di due giovani cittadini egiziani, ritenuti gravemente indiziati di una rapina aggravata avvenuta nella stazione della metropolitana M1 Palestro ai danni di una donna che stava trasportando il figlio di due anni nel passeggino. Il fatto risale alla mattina del 5 maggio 2026. Secondo la ricostruzione degli investigatori del Commissariato Garibaldi Venezia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Milano – VII Dipartimento, i due avrebbero inizialmente aiutato la donna a trasportare il passeggino lungo una rampa di scale della stazione. Successivamente l’avrebbero seguita fino a raggiungere una zona ritenuta più favorevole per mettere in atto la rapina.
👮 La ricostruzione attraverso le telecamere ATM
La vittima, impegnata nella gestione del figlio, sarebbe stata aggredita alle spalle. La donna e il bambino sono caduti, mentre i due presunti responsabili sarebbero riusciti a impossessarsi di un orecchino e di una collana, allontanandosi poi attraverso i corridoi della metropolitana. La donna ha riportato contusioni multiple giudicate guaribili in cinque giorni. Il bambino è stato dimesso con una prognosi di due giorni per un trauma cranico non commotivo. L’indagine è partita dalla denuncia della vittima e si è sviluppata attraverso l’analisi delle immagini del sistema di videosorveglianza ATM. La Polizia di Stato riferisce che gli investigatori hanno utilizzato anche il sistema di riconoscimento facciale S.A.R.I., insieme a servizi mirati di controllo del territorio e al successivo riconoscimento fotografico effettuato dalla persona offesa.
Secondo quanto riportato nel provvedimento, gli elementi raccolti hanno consentito di delineare nei confronti dei due indagati un quadro indiziario ritenuto grave e un pericolo concreto e attuale di reiterazione di reati della stessa specie, valutato anche alla luce delle modalità del fatto e dei precedenti di polizia e giudiziari indicati dagli investigatori. Entrambi sono stati portati nel carcere milanese di San Vittore e messi a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità degli indagati potrà essere definitivamente accertata soltanto con una sentenza irrevocabile.
