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Erbil, Kurdistan Iraq. Drone colpisce la base italiana. Allarme notturno

Un drone iraniano nella notte ha colpito la base italiana di Camp Singara a Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove sono schierati militari italiani impegnati nell’addestramento delle forze locali. L’esplosione è avvenuta intorno alle 23.10 dell’11 marzo ora italiana. Il ministro della Difesa Guido Crosetto e il ministro degli Esteri Antonio Tajani hanno confermato che non ci sono feriti tra i soldati italiani, che si sono rifugiati nei bunker della base durante l’allarme.

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Le prime informazioni parlavano di un missile, ma le verifiche successive indicano che potrebbe trattarsi di un drone esplosivo precipitato nell’area della base. L’impatto ha causato danni ad alcuni mezzi militari e un principio di incendio rapidamente domato. L’attacco è avvenuto all’interno di un complesso militare internazionale che ospita strutture di più Paesi della coalizione anti-ISIS.

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🎖️ Cosa fanno i militari italiani a Erbil

La presenza italiana a Erbil, nel nord dell’Iraq rientra nell’operazione “Prima Parthica”, il contributo dell’Italia alla coalizione internazionale contro lo Stato Islamico. Il compito principale del contingente è addestrare le forze di sicurezza curde, in particolare i combattenti peshmerga, ma anche le e le Zeravani Forces, unità di sicurezza regionali.

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Nella base di Camp Singara operano circa 300 militari italiani, provenienti da diversi reparti delle forze armate. Tra questi ci sono unità dell’Esercito come bersaglieri, istruttori militari e specialisti del combattimento urbano, oltre a carabinieri che partecipano alla formazione, specialmente come istruttori, delle forze di sicurezza locali. L’attività consiste in corsi di addestramento militare, tiro di precisione, gestione delle sommosse, tecniche di combattimento urbano, sicurezza delle infrastrutture e tattiche di guerra in montagna.. L’obiettivo è rendere le forze locali autonome nel contrasto ai gruppi jihadisti ancora presenti nella regione dopo la sconfitta territoriale dell’ISIS.

Nel solo 2025 i militari italiani hanno addestrato oltre mille militari curdi, mentre dall’avvio della missione il contributo italiano ha portato alla formazione di decine di migliaia di uomini delle forze di sicurezza irachene e curde.

La logistica e la centrale di comando della base di Erbil

Secondo il dossier parlamentare sulle missioni internazionali per il 2025, il dispositivo italiano collegato alla missione in Iraq e alle attività regionali conta complessivamente circa 1.270 militari, distribuiti tra Iraq, Kuwait, Qatar e altre basi di supporto e Camp Singara rappresenta anche un punto di comando e coordinamento logistico per le missioni italiane nell’area. Il contingente gestisce infrastrutture, servizi sanitari e amministrativi. Coordina il movimento di personale e materiali destinati alle operazioni in Iraq e nei Paesi vicini.

All’interno della base opera anche l’Italian National Contingent Command-Land, la struttura che mantiene i rapporti con le autorità civili e militari del Kurdistan iracheno. A Erbil è inoltre presente anche il Task Group “Griffon”, che utilizza elicotteri NH-90 per il trasporto di personale ed equipaggiamenti della coalizione internazionale. Accanto alle attività militari, i militari italiani partecipano anche a iniziative di cooperazione civile-militare, con interventi sanitari, forniture di materiale medico e progetti di sostegno alle comunità locali del nord dell’Iraq, compresa la popolazione yazida.

Chi sono i Peshmerga

I peshmerga invece sono sono le forze armate del Kurdistan iracheno. Il loro nome significa letteralmente “coloro che affrontano la morte” e indica i combattenti curdi che negli ultimi anni hanno avuto un ruolo decisivo nella guerra contro lo Stato Islamico. Una caratteristica particolare di queste unità è la forte presenza femminile. In diversi reparti, infatti, molte combattenti sono donne, arruolate soprattutto nelle unità di fanteria e nei reparti che hanno combattuto contro i jihadisti nelle battaglie per Mosul e altre città del nord dell’Iraq.

Proprio per sostenere queste forze locali, negli ultimi dieci anni l’Italia ha formato decine di migliaia di militari curdi, contribuendo alla stabilità della regione e alla lotta contro il terrorismo internazionale. Sul nostro giornale potete leggere alcuni articoli:

🌍 La tensione in Medio Oriente

Secondo le dichiarazioni del ministro Tajani, non è ancora chiaro se l’attacco fosse diretto specificamente contro la base italiana o contro l’intero complesso militare internazionale presente a Erbil. Il governo italiano segue la situazione in costante contatto con il comando militare sul posto. Nel frattempo i militari italiani restano operativi nella base e proseguono la missione di addestramento, considerata strategica per mantenere la stabilità nell’area.

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Ilaria Maria Preti

Giornalista e direttore responsabile di Cronaca Ossona – Co Notizie News Zoom e di Beauty-Online.it. Mi occupo principalmente di cronaca nera, territorio e informazione locale nell’area dell’Altomilanese e di Milano. Dirige e coordina progetti editoriali digitali, con particolare attenzione alla produzione di contenuti e allo sviluppo dell’informazione online. Ho iniziato giovanissima e ho maturato oltre 30 anni di esperienza tra radio e televisione, anche come speaker.

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