Valle Soana, parte VIHTA: 45 abitanti temporanei scelti tra 762 candidature
In Valle Soana arrivano 45 abitanti temporanei selezionati tra 762 candidature provenienti da 39 Paesi e quattro continenti. Domenica 20 settembre prende il via “VIHTA – Wild Working in Valle Soana”, il progetto di residenza temporanea e lavoro da remoto promosso dai Comuni di Ingria, Ronco Canavese e Valprato Soana. La risposta al bando ha superato le aspettative degli organizzatori: oltre il 43% delle domande è arrivato dall’estero. Tra i partecipanti scelti ci sono smartworker, freelance, ricercatori, creativi, ingegneri, architetti e nuclei familiari con bambini. Gli abitanti temporanei si alterneranno in soggiorni di due o quattro settimane, dal 20 settembre al 18 ottobre, utilizzando gli spazi di coworking messi a disposizione nei tre Comuni.
🏔️ Una prova di neopopolamento nelle terre alte
VIHTA rientra nel Piano di Azione per l’Abitabilità della Valle Soana, sostenuto dalla misura APICE con il contributo di Fondazione Compagnia di San Paolo. L’obiettivo non è soltanto offrire un luogo dove lavorare da remoto, ma creare occasioni di incontro con chi vive stabilmente nella valle e sperimentare nuove forme di presenza nelle aree interne. L’inaugurazione è prevista domenica 20 settembre alle 16 al Teatro Comunale di Ronco Canavese. Dopo i saluti dei sindaci dei tre Comuni si terrà l’incontro “Riabitare le terre alte”, inserito nel Pre-Festival MontagneOltre e organizzato da Comunità Sassifraga. Interverranno Alessia Zabatino, consulente della Fondazione Compagnia di San Paolo ed esperta di pianificazione territoriale, e il sociologo Andrea Membretti, autore del libro “Diventare montanari. Viaggio tra i nuovi abitanti delle terre alte”. L’appuntamento sarà aperto anche alla popolazione e ai visitatori.
🤝 “Prenota un abitante”, l’incontro con chi vive nella valle
Per favorire il rapporto diretto tra nuovi arrivati e comunità locale è stata lanciata anche l’iniziativa “Prenota un abitante”. I residenti potranno proporre momenti da condividere con i partecipanti: un caffè, una cena, una passeggiata tra i borghi oppure attività legate ai mestieri tradizionali della montagna. Il gruppo organizzativo raccoglierà le disponibilità e metterà in contatto residenti e ospiti, con l’obiettivo di creare relazioni che vadano oltre la semplice permanenza turistica. Durante il mese di residenza sono inoltre previsti talk sul neopopolamento, lezioni di patois francoprovenzale ed eventi di comunità.
Il progetto si intreccerà anche con il Festival MontagneOltre, in programma dal 2 al 4 ottobre. L’esperimento della Valle Soana punta così a capire se lo smart working e le residenze temporanee possano trasformarsi in uno strumento per riportare persone, attività e nuove relazioni nei piccoli centri montani, almeno per periodi limitati. Il primo test parte con numeri già significativi: 762 candidature per soli 45 posti disponibili.
