Valle Soana: il successo di Vihta. Quasi 1000 persone verso la montagna
La Valle Soana ha ricevuto 762 candidature da 39 Paesi per VIHTA, il progetto che invita lavoratori e famiglie a vivere e lavorare nei borghi della valle. La call, chiusa il 23 luglio, ha superato le aspettative e ha dato una dimensione internazionale al piano di ripopolamento promosso dai Comuni di Ronco Canavese, Valprato Soana e Ingria.
Le persone candidate provengono da 360 città, distribuite in quattro continenti. Nel dettaglio, le richieste riguardano 418 singoli, 150 componenti di nuclei familiari e 194 persone che hanno presentato domanda in gruppo. Il 43,3 per cento delle candidature arriva dall’estero, con una presenza significativa da Polonia, Stati Uniti, Regno Unito, Germania e India. Dall’Italia sono arrivate numerose adesioni soprattutto da Torino, Roma e Milano.
Il dato più rilevante riguarda il rapporto tra i candidati e il territorio. Il 61 per cento non aveva mai visitato la Valle Soana, mentre un altro 29,4 per cento ne aveva soltanto sentito parlare. Il progetto ha quindi raggiunto soprattutto persone che non avevano ancora avuto un contatto diretto con la valle, ma che si sono dette interessate a sperimentarne la vita quotidiana.
🏘️ Dalla residenza temporanea a nuovi abitanti

VIHTA non è stato pensato come una semplice esperienza turistica. Il progetto rientra nel Piano di Azione per l’Abitabilità della Valle Soana ed è sostenuto dalla misura APICE, con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo. L’obiettivo è utilizzare la residenza temporanea come primo passo verso un possibile trasferimento stabile di nuovi abitanti.
I partecipanti selezionati vivranno nella valle tra la fine di settembre e ottobre. Durante le quattro settimane previste potranno lavorare da remoto, utilizzare i servizi disponibili e misurarsi con le distanze, i ritmi, le opportunità e le difficoltà della vita nei piccoli centri montani. Il periodo autunnale è stato scelto proprio per offrire una prova concreta, lontana dalla dimensione esclusivamente turistica dell’alta stagione.
L’identikit emerso dalle domande descrive una platea giovane e qualificata. L’età media è di 40 anni e il 64,2 per cento dei candidati ha tra i 25 e i 44 anni. La maggior parte è composta da dipendenti in smart working, freelance e liberi professionisti, ai quali si aggiungono studenti, ricercatori e famiglie.
Le amministrazioni comunali hanno definito il risultato una conferma della possibilità di costruire un nuovo modello di abitabilità per la valle. Secondo i tre Comuni, l’interesse raccolto dimostra che la montagna può attrarre persone disposte non soltanto a visitarla, ma anche a valutarla come luogo in cui vivere e lavorare.
💻 Coworking, servizi e ricadute per i paesi
La risposta alla call servirà anche a orientare lo sviluppo degli spazi di coworking già presenti nei tre Comuni. L’obiettivo è costruire servizi digitali e infrastrutture permanenti utili sia ai nuovi arrivati sia a chi vive già nella valle.
Durante il periodo di residenza sono previste ricadute economiche sulle attività locali. I partecipanti utilizzeranno negozi, botteghe alimentari, ristoranti e servizi legati alle attività all’aperto. Il progetto punta inoltre a favorire lo scambio di competenze, relazioni e idee tra i residenti e le persone selezionate.
«La grande risposta che abbiamo avuto a VIHTA è il segnale che incentivare la restanza e l’abitabilità delle montagne non è un obiettivo futuro: è una risposta a un bisogno forte che già esiste», ha dichiarato Maria Burro, project manager di VIHTA per Comunità Sassifraga. Secondo Burro, le ricadute dovranno essere utili prima di tutto a chi ha già scelto di continuare a vivere nella valle.
Il confronto con la popolazione residente rende ancora più evidente la portata della call. I tre Comuni contano complessivamente poco più di 400 abitanti, mentre le persone che hanno presentato domanda sono quasi il doppio. Nel 2025 la zona ha registrato oltre 5mila presenze turistiche, ma VIHTA ha intercettato un pubblico diverso, interessato non soltanto a una visita, ma alla possibilità di sperimentare una permanenza più lunga.
I partecipanti effettivi saranno però volutamente pochi. La selezione verrà calibrata per evitare pressioni eccessive sui servizi e favorire l’inserimento nella comunità locale. Il progetto non punta a un flusso turistico di massa, ma alla costruzione graduale di un percorso di ripopolamento. Nei prossimi giorni inizierà la scelta delle persone che prenderanno parte alla prima residenza autunnale.
