Ossona, salta il prescuola: cosa è successo e perché il servizio non è partito
A Ossona il prescuola della primaria Duca d’Aosta non partirà nell’anno scolastico 2026/2027: una decisione che sta facendo discutere diverse famiglie del paese. Il servizio, presente da tempo nell’organizzazione scolastica comunale e negli anni scorsi gestito attraverso una cooperativa, è arrivato a settembre con una procedura molto diversa da quella seguita per gli altri servizi scolastici. E proprio tempi, numeri e modalità stanno alimentando le domande. Il 12 giugno il Comune aveva aperto le iscrizioni per l’anno scolastico 2026/27 alla refezione e al post-scuola, con termine al 7 agosto. Il Pedibus è stato invece annunciato il 17 luglio, consigliando alle famiglie di presentare le domande entro il 9 settembre. Del prescuola, invece, si è cominciato a parlare ufficialmente soltanto il 2 settembre, quando l’Amministrazione ha avviato una semplice indagine conoscitiva per verificare l’interesse delle famiglie.
🏫 Prima 15 bambini, poi la soglia scende a 10
Nella comunicazione del 2 settembre il Comune spiegava che il servizio sarebbe stato attivato con almeno 15 iscrizioni. Alle famiglie veniva chiesto di compilare entro l’11 settembre un questionario che non costituiva ancora un’iscrizione vera e propria. Solo successivamente sarebbe stata aperta la procedura definitiva. L’11 settembre è quindi arrivata la mail con il modulo di iscrizione. La scadenza era fissata alle 12 di lunedì 14 settembre: in pratica un fine settimana per decidere, compilare e restituire la domanda. Nel modulo la soglia minima era nel frattempo scesa a 10 bambini. Il prescuola avrebbe funzionato dalle 7.30 fino all’inizio delle lezioni, con un costo annuale di 230 euro per il primo figlio e 207 euro dal secondo.
Poco dopo la scadenza è arrivata la comunicazione conclusiva: nemmeno la nuova soglia di 10 iscritti sarebbe stata raggiunta e quindi il servizio non sarebbe stato attivato. Il Comune non ha però comunicato a nessuno quante domande effettive siano state presentate. Nelle lamentele circolate in paese si parla invece di circa 18 bambini che avrebbero manifestato interesse nella fase precedente, un numero che non risulta però confermato ufficialmente e che non può essere confuso con le iscrizioni definitive.
❓ Perché il prescuola è arrivato soltanto a settembre?
È qui che restano le domande. Perché post-scuola e Pedibus sono stati programmati durante l’estate mentre per un servizio rivolto soprattutto alle esigenze delle famiglie che lavorano si è aspettato settembre? Quante famiglie, nel frattempo, si erano già organizzate diversamente? E perché lasciare soltanto pochi giorni tra la verifica dell’interesse e la chiusura delle iscrizioni definitive? La delega alle Politiche educative è della vicesindaco Maria Giovanna Garavaglia. È quindi anche dall’assessorato competente che sarebbe utile avere una ricostruzione della programmazione del servizio: non soltanto sapere che non sono stati raggiunti i dieci iscritti, ma capire perché il prescuola sia stato gestito con tempi tanto diversi dal post-scuola e dagli altri servizi.
C’è poi il nodo economico. I 230 euro versati dalle famiglie rappresentano la tariffa annuale dell’utente e non necessariamente il costo complessivo del servizio, che normalmente comprende anche una compartecipazione pubblica. Per dieci bambini le quote avrebbero prodotto al massimo 2.300 euro, qualcosa meno in presenza di fratelli con tariffa agevolata. Per capire quale sarebbe stata realmente la spesa a carico del Comune servirebbe conoscere il costo dell’affidamento e la quota comunale prevista.
Al momento della verifica non è stato inoltre possibile consultare attraverso il collegamento pubblico l’archivio comunale degli atti amministrativi per controllare quale affidamento fosse stato utilizzato in anni precedenti, quale cooperativa risultasse formalmente incaricata, quale fosse il costo e soprattutto se un contratto con delle cooperative fosse ancora in vigore, o fosse scaduto e quando. Il prescuola, dunque, non partirà. Il fatto ufficiale è questo. Restano però da chiarire la scelta di avviare la procedura soltanto a settembre, il numero esatto delle domande ricevute e quale programmazione economica e amministrativa ci fosse dietro al servizio richiesto dalle famiglie di Ossona.
