Milano, stretta sui petardi: divieto entro 300 metri e multe fino a 200 euro
Milano si prepara a vietare petardi, botti e fuochi d’artificio vicino a case, scuole e ospedali: la proposta in Consiglio comunale prevede multe fino a 200 euro. A Palazzo Marino è pronta una modifica al Regolamento di polizia urbana che, se approvata, allargherà in modo drastico le aree in cui non sarà più possibile utilizzare materiale esplodente e pirotecnico. La proposta, depositata dal consigliere comunale Samuele Piscina dopo un confronto bipartisan in Commissione sicurezza, dovrebbe arrivare al voto lunedì 16 marzo, salvo la verifica tecnica sugli ultimi emendamenti.
Il nuovo articolo vieta l’uso di fuochi artificiali, petardi e botti nel raggio di 300 metri da persone e animali, ma anche da luoghi di ricovero, cliniche, ospedali, case di cura, scuole, contesti condominiali e abitazioni dei centri abitati. Nello stesso perimetro rientrano pure siti di interesse comunitario, aree naturalistiche, oasi protette, strutture, spazi verdi e aree pubbliche destinate agli animali. In una città densa come Milano, il risultato pratico sarebbe un divieto quasi generalizzato.
Multe da 50 a 200 euro e possibili deroghe
La delibera mette sul tavolo anche sanzioni specifiche. Per chi non rispetta il divieto, la multa prevista va da 50 a 200 euro. Resta però la possibilità per il Comune di concedere deroghe mirate per eventi particolari o manifestazioni autorizzate. Nel testo vengono indicate anche le ragioni della stretta. I botti, nell’impianto della proposta, non sono considerati soltanto un problema di ordine pubblico. Il riferimento è ai disagi che il fragore può provocare a bambini, anziani e persone malate, ma anche agli effetti sugli animali domestici e selvatici.
Tra le conseguenze richiamate compaiono la perdita di orientamento, le fughe improvvise, gli investimenti stradali e, nei casi più gravi, problemi cardiaci. Sullo sfondo resta anche il rischio di incendi e di danni ad arredi urbani e beni privati. Palazzo Marino punta quindi su una linea preventiva. L’idea è che il solo sequestro dei materiali illeciti non basti e che serva una cornice più netta dentro il regolamento comunale. Se il testo passerà senza sorprese, Milano metterà nero su bianco una delle strette più ampie sui botti in ambito urbano.
