Rapina violenta in Stazione Milano Certosa: fermati 2 25enni
Una rapina brutale avvenuta lo scorso giugno alla stazione ferroviaria di Milano Certosa ha portato, dopo mesi di indagini, all’arresto di due uomini di 25 anni. Sono due egiziani, uno ha anche la cittadinanza italiana, già noti alle forze dell’ordine e con precedenti penali. Gli agenti del Commissariato di polizia di Quarto Oggiaro, coordinati dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno eseguito lo scorso 20 settembre due ordinanze di custodia cautelare in carcere
👮♂️ La rapina del 25 giugno
L’episodio risale alla sera del 25 giugno, intorno alle 22:30. La vittima è un uomo che stava scendendo le scale del sottopasso per raggiungere i binari. È stato sorpreso dai due aggressori. Uno di loro gli ha strappato dal collo una collana in oro giallo, mentre entrambi lo colpivano con calci e pugni. Non contenti, l’hanno spinto con violenza, facendo cadere e rotolare a terra prima di fuggire.
👮♂️ Le indagini e l’identificazione
Le indagini sono partite subito dopo l’aggressione. Fondamentali per risalire all’identità dei responsabili sono state le dichiarazioni della vittima, che ha fornito dettagli precisi e attendibili. Incrociando gli elementi raccolti, i poliziotti hanno individuato i due giovani, entrambi con precedenti, e hanno richiesto alla Procura l’emissione delle misure cautelari.
👮♂️ La misura cautelare, per proteggere altre possibili vittime, e le incoerenze della comunicazione del sistema giudiziario
I due uomini sono stati condotti a San Vittore. Ci resteranno in attesa dell’evolversi del procedimento penale. Dobbiamo anche scrivere che “Resta ferma la presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva”. È una frase che aggiungiamo per correttezza formale e che i magistrati pretendono sia aggiunta ai comunicati stampa, ma che è abbastanza superflua nel caso in questione, dato che l’arresto non in flagranza e la decisione del giudice di trattenere i due in custodia cautelare dimostrano la loro sicurezza di aver preso i giusti colpevoli.
È una frase che non ha senso nel caso di un provvedimento di custodia cautelare, a meno che i giudici in Italia non siano consapevoli di arrestare, mettere in prigione e condannare la gente a loro “sentimento” e cerchino di pararsi le cosiddette “spalle” con una frase in un comunicato stampa. Caspita, i due sono stati ripresi dalle telecamere durante la rapina. Come diamine si fa a trovare motivazioni per sostenerne l’innocenza?

