La Maria Maddalena “perduta” è riemersa in Inghilterra e riapre il caso Raffaello a Firenze
Firenze torna al centro del dibattito su Raffaello Sanzio dopo la pubblicazione di uno studio che rilancia l’ipotesi di una Maria Maddalena originale riemersa in Inghilterra. La novità non è un’attribuzione ufficiale dei musei, ma una ricerca diffusa su Open Science e ripresa l’8 aprile da un comunicato online, secondo cui il dipinto sarebbe riapparso in occasione di una vendita e sarebbe stato a lungo datato in modo errato anche per la presenza, sul retro, di una struttura che copriva il pannello originale, assottigliato fino a circa 2-3 millimetri.
🖼️ Cosa sostiene lo studio
Il lavoro, firmato da un gruppo internazionale di studiosi, ricostruisce prima di tutto la pista documentaria. Nel testo vengono richiamati inventari legati alla corte dei Della Rovere, nei quali compare una Santa Maria Maddalena di mano di Raffaello già nel Seicento. Gli autori sostengono inoltre che nel 1631, insieme al trasferimento delle opere da Urbino a Firenze, risulterebbero sia l’originale sia una copia, circostanza che per il team aiuterebbe a spiegare perché oggi il caso si giochi tra il dipinto riemerso all’estero e quello conservato a Palazzo Pitti.
La seconda parte della ricerca punta sulle analisi tecniche. Secondo lo studio, la tavola riemersa in Inghilterra mostrerebbe disegno preparatorio, pentimenti, tecnica dello spolvero e una stesura pittorica molto sottile, elementi letti dagli autori come indizi di una creazione originale. Nelle pagine dedicate alla versione della Galleria Palatina, invece, gli stessi ricercatori richiamano il materiale diagnostico del museo e sostengono che emergano caratteristiche diverse, tra cui assenza di pentimenti e una resa ritenuta meno coerente con un’opera autografa.
📚 A Firenze, però, l’attribuzione non è cambiata
Qui si ferma la notizia e qui comincia la prudenza. Nei cataloghi ufficiali del patrimonio culturale italiano, la Santa Maria Maddalena di Palazzo Pitti continua infatti a essere registrata come opera del Perugino, pur con una lunga storia di attribuzioni alternative anche a Raffaello, Franciabigio, Francesco Francia e Leonardo. Anche le Gallerie degli Uffizi, nei materiali sul riallestimento della sala dedicata a Raffaello, continuano a presentare quella testa di Maddalena come opera di Pietro Perugino.
Non è un dettaglio secondario, anche perché la stessa ipotesi attributiva era già emersa nel 2023 e allora aveva trovato forti resistenze. RaiNews Marche aveva documentato come la tesi non fosse stata accolta dalle istituzioni e da diversi studiosi impegnati da anni su Raffaello, con giudizi molto netti sull’opera presentata come possibile autografo. La pubblicazione del nuovo studio, quindi, riapre il caso ma non lo chiude: al momento rilancia una discussione scientifica e storica che, per diventare condivisa, dovrà passare da ulteriori verifiche e da eventuali prese di posizione ufficiali dei musei.
