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Vigile del fuoco di Ossona blocca un uomo che picchiava una 74enne per strada

E’ successo ieri mattina poco dopo le 9.30. Un vigile del fuoco, effettivo al distaccamento dei Vigili del Fuoco di Legnano, e residente a Ossona, stava recandosi a prendere servizio quando è arrivato al semaforo di via Alfieri, all’altezza del numero civico 3, a Busto Arsizio. Il semaforo era rosso e, sdraiato per terra, c’era un uomo di più di 100 chili, svenuto e che sembrava bisognoso di soccorso immediato. Tutto si è svolto quasi al rallentatore, perchè percorrere via Alfieri al sabato mattina è un incubo a causa del traffico.

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Il pompiere, abituato alle reazioni veloci, ha spento il motore dell’auto, inserito le 4 frecce , si è infilato i guanti monouso ed è sceso pronto a soccorrere il poveretto. Come gli è stato vicino, però, il paziente si è trasformato in un energumeno scatenato che, urlando, è saltato in piedi e si è lanciato, con tutta la forza che possedeva, sul cofano dell’auto nuova del vigile del fuoco, rompendone il parabrezza.

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Ha tentato di far credere che lo avessero investito

vigile del fuoco,ossona. Vigile del fuoco di Ossona blocca un uomo che picchiava una 74enne per strada - 14/01/2024

Gridava frasi come ” mi hai investito”,” voglio morire”, “mi hai fatto male”. Prima di aver fatto finta di essere svenuto e di aver quasi sfondato il cofano dell’auto, l’uomo aveva rivolto tutta la sua ferocia verso una donna di 74 anni. Gli si era buttato addosso e l’aveva fatta cadere sull’asfalto, sotto il suo peso. Poi, prima che riuscissero a fermarlo, le aveva preso la testa e aveva cominciato a picchiarla.

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L’aggressione alla donna

Da quanto hanno raccontato altri testimoni di questa terribile vicenda, l’auto del vigile del fuoco è stata l’ultima vittima del forsennato. “io stavo percorrendo una strada secondaria a piedi e ho visto il signore correre. Tempo di girare la curva del marciapiede e l’ho visto per terra, che teneva una persona era sdraiata sul fianco, con un cappuccio in testa, e gli picchiava la testa. Ho pensato che avesse sventato uno scippo. ” racconta una testimone dell’aggressione alla signora. “le persone attorno gli urlavano di lasciarla e piantarla. Intanto c’era chi chiamava i soccorsi. Ho scoperto che era una donna quando la ha lasciata andare”.

“Poi si è messo a pancia in su e ha iniziato a battere la testa sul marciapiede, nonostante gli gridassero di smettere, lui continuava. Una mia amica gli ha messo il piede sotto la testa così da attutire i colpi. Nel frattempo alcune persone hanno soccorso la signora aggredita che ha chiesto aiuto ad alzarsi. Hanno chiesto una sedia in cartoleria e anche se la signora chiedeva di andare a casa, è stata fatta sedere vicino al muro.

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L’attacco all’auto del vigile del fuoco

“L’uomo era sdraiato a terra, all’improvviso a smesso di battere la testa, si è fermato e ha sgranato gli occhi. Nessuno aveva il coraggio di avvicinarsi. Stava arrivando, molto lentamente, la jeep e quando si è fermata al semaforo, l’uomo si è alzato di scatto e si è messo a correre verso la strada inseguito da alcuni, e si è lanciato di pancia e poi ha rotolato sul cofano, buttandosi poi a terra e infilandosi vicino alla ruota.”

L’arrivo dei soccorsi

Il vigile del fuoco è riuscito a bloccarlo e a tenerlo fermo quei pochi momenti necessari alla volante della polizia di stato per arrivare. Insieme, ma con fatica, poliziotti e vigile del fuoco sono riusciti a caricare il forsennato in auto. Intanto sul posto era arrivata anche un’ambulanza della Croce rossa di Gallarate. I soccorritori hanno prestato le prime cure alla signora, che aveva alcune escoriazioni dovute alla caduta e al colpo alla testa. E’ stata portata al pronto soccorso dell’ospedale di Busto Arsizio, in codice verde.

I danni

Il vigile del fuoco si è trovato con il cofano dell’auto nuova sfasciato, e il parabrezza rotto, mentre un altro signore ha raccontato che, poco prima dell’incidente al semaforo, l’energumeno aveva preso il suo motorino e lo aveva gettato a terra, distruggendolo. Attualmente l’uomo è in custodia, nell’attesa di comprendere se ciò che ha fatto ha un risvolto psichiatrico, se è stato determinato dall’uso di sostanze, oppure se fare del male è stato il risultato di una libera e consapevole scelta.

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

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