Cornaredo. Le indagini dei carabinieri sull’omicidio di via Varese. Identificato e arrestato il colpevole

I Carabinieri hanno ricostruito, in linea di massima, quanto successo nella notte del 23 ottobre. Dalle prime indagini è risultato che l’uomo trovato moribondo, dopo essere stato ferito  da colpi di arma da fuoco, in un’auto poco lontano dalla rotonda tra via Varese e via della Repubblica, a Cornaredo, sarebbe stato colpito nei pressi del bar Agorà. Qui, alcuni testimoni hanno raccontato di una lite con una donna straniera. Se

Una chiamata alla centrale operativa del 112 aveva indirizzato i carabinieri sulla piazza del bar. Alcuni residenti avevano riferito di aver sentito dei colpi di arma da fuoco. I Carabinieri della stazione di Cornaredo erano arrivati sul posto alle 23,34, ma dopo un’accurata  perlustrazione non avevano trovato nessuno e nemmeno le prove che fosse avvenuta una sparatoria.

Nell’ allontanarsi avevano però incrociato l’auto ferma in mezzo alla carreggiata. All’interno c’era un pregiudicato marocchino di 45 anni, residente a Cornaredo. Era svenuto al posto di guida. Tra le mani stringeva un coltello a serramanico. I soccorritori del 118 hanno tentato la rianimazione mentre lo trasportavano in codice rosso al pronto soccorso dell’ospedale San Carlo di Milano.

Qui, dopo qualche ora, ne è stata dichiarata la morte. In un primissimo tempo non erano stati notati i due piccoli forellini causati da un arma di piccolo calibro. Durante gli accertamenti in ospedale, i medici hanno visto i fori di entrata dei due proiettili che lo avevano colpito all’addome e al petto.

Probabilmente l’uomo, dopo essere stato colpito, ancora cosciente, si era messo alla guida dell’auto per fuggire agli aggressori e andare in ospedale, ma aveva percorso solo un tratto di strada prima di svenire.  Quando si è feriti al petto può succedere che l’aria che entra dalla ferita comprima i polmoni fino a causare il pneumotorace, non permettendo la respirazione, facendo collassare i polmoni e portando rapidamente alla morte.

La vittima era pregiudicata per spaccio. Nelle ultime ore i carabinieri stanno analizzando le immagini di tutte le telecamere di videosorveglianza presenti in zona per ricostruire gli ultimi momenti di vita del 45enne e quelli che hanno portato alla sparatoria.

Il giorno dopo

Già dalla mattina del 25 ottobre i carabinieri avevano il nome e l’identità dell’assassino. Si tratta di un uomo di nazionalità albanese, sembra sia legato alla donna con cui Abderrahimi Elkharmoudi stava discutendo al bar. Il bar Agorà ha un sistema di videosorveglianza che ha registrato tutta la sequenza degli avvenimenti all’interno e all’esterno del bar. Prima mentre Abderrahimi Elkharmoudi era al bancone a bere con la donna, poi lo scoppio della lite fra i due. Poi il 45enne che esce dal bar. Fuori, ad aspettarlo, c’è una terza persone, l’albanese. Questi gli urla contro qualcosa e gli spara due colpi. Tutti fuggono, il barista abbassa velocemente la cler. Abderrahimi Elkharmoudi estrae il coltello e poi si dirige verso al sua auto e si mette alla guida.

Irreperibile

Nonostante la celerità con cui i carabinier hanno identificato il colpevole, la coscienza di quanto fatto e la previsione delle conseguenze gli ha dato un notevole vantaggio. Infatti si è reso subito irreperibile. Probabilmente è fuggito in Albania, per cui sarà necessario emanare un mandato di arresto internazionale nei suoi confronti.

Aggiornamento del 26 ottobre

Intorno alle 19, l’omicida era nella caserma dei carabinieri di Cornaredo. Si tratta di un 22enne albanese, già pregiudicato. Era ancora a Cornaredo.

Il video

Una prima ricostruzione di fatti è stata effettuata confrontando le testimonianze raccolte e le immagini di video sorveglianza. Per quando non sia ancora noto ancora il motivo, dalle immagini si nota che il marocchino minacciava la donna con fare molto aggressivo,, che è la compagna del 22enne. La legittima difesa, propria o nei confronti di qualcun altro, per la legge italiana è possibile nel momento di un pericolo, contingente e immediato. La vittima è stata ritrovata con un coltello fra le mani. Chi avrà estratto per primo l’arma? Forse l’albanese è solo stato più veloce e aveva con sé una pistola?

Una questione delicata. Un confronto fra due uomini dalla cultura profondamente differente, ma ugualmente violenta. Uno che alza le mani sulle donne e l’altro che preferisce far da solo.

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