Rischio climatico, infrastrutture italiane più esposte entro il 2050: Liguria la più critica
Le infrastrutture italiane saranno sempre più esposte ai rischi legati al clima entro il 2050. È lo scenario tracciato dalla ricerca “Adattiva – Scenari di rischio climatico e resilienza infrastrutturale”, presentata il 13 ottobre alla Camera dei Deputati dalla climate tech Eoliann.
Lo studio ha preso in esame 18 categorie di infrastrutture, tra cui reti elettriche, ferrovie, autostrade, aeroporti e telecomunicazioni, valutandone l’esposizione a sei diversi pericoli climatici, tra cui alluvioni, frane, vento estremo e incendi. L’analisi ha utilizzato la piattaforma Airis di Eoliann, che combina dati geospaziali, modelli fisici e intelligenza artificiale, confrontando la situazione del 2026 con una proiezione al 2050 basata su uno scenario climatico intermedio.
🌧️ In quasi tre casi su quattro aumenta l’esposizione
Dall’incrocio tra le 18 categorie infrastrutturali e i sei pericoli sono state ottenute 108 combinazioni. Secondo la ricerca, in quasi tre casi su quattro aumenta, tra il 2026 e il 2050, la quota delle infrastrutture esposta ai livelli di pericolosità più elevati. L’esposizione diminuisce soltanto in dieci combinazioni e rimane invariata in 18.
La Liguria emerge come la regione con le maggiori criticità nella proiezione al 2050: l’89,3% delle infrastrutture analizzate risulta esposto ad almeno due rischi climatici elevati, individuati nella pioggia estrema e nelle frane. Lo studio stima inoltre che, nello scenario analizzato, le frane potrebbero mettere fuori servizio il 67,6% delle linee elettriche ad alta tensione considerate e il 69,2% di quelle a media e bassa tensione. Alle alluvioni viene attribuito il 48% dei danni attesi sulle ferrovie, il 46,8% su autostrade e il 73% sugli aeroporti.
🏛️ Alla Camera il confronto sulla prevenzione
La ricerca è stata presentata durante un incontro promosso dal deputato Luca Squeri, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e dell’Associazione Infrastrutture Sostenibili e con il supporto tecnico-scientifico di World Energy Council Italia. Al confronto hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, della Protezione Civile e di aziende che gestiscono infrastrutture e reti.
Per Roberto Carnicelli, CEO e cofondatore di Eoliann, il punto è anticipare le conseguenze anziché limitarsi a reagire alle emergenze. La ricerca propone infatti il passaggio da un modello prevalentemente reattivo a uno “adattivo”, nel quale dati, pianificazione e investimenti vengono utilizzati per aumentare la capacità delle infrastrutture di resistere agli effetti del cambiamento climatico.
