Ossona, svolta sui bancomat esplosi: da Baggio a Cerignola, il filo delle “marmotte”
A Ossona prende consistenza una pista investigativa che porta agli autori del doppio assalto ai bancomat della notte tra il 25 e il 26 settembre. Un filo rosso collega Ossona a Baggio, dove una segnalazione tempestiva di alcuni cittadini ha permesso alla Polizia di Stato di intervenire prima che un altro sportello automatico di via Forze armate, e le case vicine, venisse colpito, e arriva fino a Cerignola, nel Foggiano, dove è emerso il collegamento con un gruppo accusato anche di fabbricare e detenere le cosiddette “marmotte”, gli ordigni artigianali utilizzati negli assalti agli ATM.
Il punto di partenza è proprio Baggio. Alcune persone che si trovavano in strada verso le 2.30 del mattino, avevano notato uomini dal comportamento sospetto che osservavano il bancomat di via Forze Armate e hanno chiamato immediatamente il 112. Una Volante della polizia è arrivata sul posto e ha controllato le auto segnalate. Una telefonata fatta al momento giusto ha quindi impedito che l’azione proseguisse fino all’esplosione dello sportello, evitando anche i danni per le abitazioni sovrastanti.
🚓 La chiamata dei cittadini e il controllo della Volante
Dal controllo è partita un’attività che ha portato gli agenti fino ad un appartamento di via Quarti. Due uomini di origine foggiana, di 39 e 25 anni, sono stati trovati con circa 12mila euro in banconote macchiate di verde, colorazione riconducibile ai sistemi antirapina degli sportelli automatici. Nell’auto è stata trovata anche una lista di bancomat. Secondo quanto risulta a CO Notizie, tra le località contenute nell’elenco comparirebbe anche Ossona. La lista completa non è stata resa pubblica e quindi non posso ancora scrivere che i colpi di Ossona sono ufficialmente attribuiti alla banda.
Gli accertamenti sono poi proseguiti in via Quarti. Durante la perquisizione del domicilio collegato al gruppo è stato recuperato diverso materiale: maschere, strumenti utilizzabili per i furti, apparecchi elettronici e altro materiale investigativamente interessante. Da un appartamento vicino è stato inoltre lanciato uno zaino contenente una pistola calibro 7.65 con munizioni. L’uomo collegato all’arma è stato arrestato. La fotografia acquisita da CO Notizie documenta proprio il materiale sequestrato durante la perquisizione dell’abitazione dell’uomo arrestato per la pistola. In paese c’è chi dice che si trattava di uomini con il cappuccio, ma chi li ha visti ed è stato minacciato da loro ha solo detto che erano strani.
In quella fase, tuttavia, mancava un elemento fondamentale: non erano state trovate marmotte. Per questo gli uomini arrestati a Baggio non potevano essere automaticamente collegati agli assalti esplosivi agli sportelli automatici. Il bancomat di via Forze armate era integro.
💥 Da Milano a Cerignola, compare il collegamento con le “marmotte”
Il quadro è cambiato questa mattina con l’operazione dei Carabinieri di Foggia. Sette persone sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nell’ambito di un’indagine che comprende, a vario titolo, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione aggravata e soprattutto fabbricazione e detenzione di ordigni esplosivi artigianali, le cosiddette “marmotte”. L’operazione è stata resa pubblica, questa mattina, il 30 settembre.
Il dato decisivo, confermato a CO Notizie dalla Questura, è che tra i soggetti coinvolti nell’indagine di Foggia compaiono anche le persone già emerse nell’operazione di Baggio, compreso l’uomo arrestato dopo il ritrovamento della pistola. È questo incrocio a dare oggi un peso diverso agli elementi raccolti a Milano: la lista degli sportelli, il denaro macchiato proveniente da un bancomat, il materiale sequestrato e ora il collegamento con un’indagine nella quale vengono contestate anche la fabbricazione e la detenzione delle marmotte.
Non significa che sia già stata giudiziariamente dimostrata la responsabilità degli indagati per gli assalti di Ossona, ma secondo me l’evoluzione delle indagini è tale che sarebbe bene che i danneggiati e il comune di Ossona si preparino a presentarsi come parte civile nel processo contro gli attentatori.
🚨 Ossona, tre esplosioni in meno di un minuto e tanti danni
A Ossona l’azione era stata particolarmente violenta. Nella notte tra venerdì 25 e sabato 26 settembre sono stati colpiti quasi contemporaneamente il bancomat di Banco BPM in piazza Litta e quello dell’ufficio postale di via Francesco Baracca. Le esplosioni si sono concentrate tra le 3.53 e le 3.54: tre deflagrazioni nell’arco di circa un minuto. Alle 4.10 i Carabinieri erano già a Ossona. Il doppio assalto aveva provocato danni pesanti ai due sportelli e alle strutture immediatamente circostanti, ai negozi vicini, ad alcune auto , hanno rotto i vetri delle finestre degli appartamenti sovrastanti, rotto i tubi dell’acqua che hanno allagato le cantine, spaventato le persone. Inoltre hanno lasciato il paese senza i bancomat, e gli uffici bancari e postali a pochi giorni dall’erogazione delle pensioni in un paese abitato per lo più da anziani.
Quella notte, poco prima delle esplosioni, nel centro del paese erano rimaste 6 persone. Dopo il primo boato, il barista del Red Rats è uscito per verificare cosa fosse accaduto. Davanti al locale si è trovato in una fitta nube di fumo. Secondo la testimonianza raccolta da CO Notizie, un uomo descritto come italiano e con accento napoletano gli avrebbe puntato contro una pistola intimandogli di allontanarsi. Poco distante sarebbero stati presenti altri cinque uomini, dei quali il testimone non è stato in grado di indicare la nazionalità. Secondo quanto riferito dai testimoni, la violenza delle esplosioni avrebbe inoltre messo fuori uso alcune telecamere presenti nella zona. Su questo particolare sono necessari gli accertamenti tecnici, non ancora resi pubblici.
L’inchiesta resta aperta. Il collegamento tra Baggio, il gruppo di Cerignola e gli assalti di Ossona rappresenta un elemento investigativo nuovo e rilevante, ma sarà necessario stabilire quali singoli episodi possano essere attribuiti ai diversi indagati. Il particolare che resta emblematico arriva però da Milano: a Baggio sono stati alcuni cittadini a vedere qualcosa che non quadrava e a chiamare subito il 112. La Volante è arrivata prima che il bancomat venisse fatto esplodere. Da quella segnalazione è partita una catena di accertamenti che, pochi giorni dopo, porta fino a Cerignola e riporta l’attenzione sui due sportelli devastati a Ossona. Se qualcuno avesse chiamato il 112 all’arrivo della Giulietta scura, probabilmente i due assalti, e i relativi danni, non si sarebbero verificati
