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Grave rissa allo stadio dell’Ac Ossona. 2 tifosi entrano in campo e…

Una rissa allo stadio, uno dei più orribili fatti che possono succedere nello sport, si è verificata ieri a mezzogiorno durante una partita di calcio “under 16” fra il Parabiago e l’Ac Ossona. 2 tifosi del Parabiago, a fine partita, hanno scavalcato la rete di protezione che divide le tribune e sono entrati in campo, a loro dire per difendere un giocatore del Parabiago, loro figlio e fratello.

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E’ nata una rissa e due altri uomini si sono picchiati. Durante la colluttazione sono rimasti feriti 3 uomini di 38, 49 e 68 anni. A lanciare l’allarme sono state alcune mamme dell’Ac Ossona che erano sulle tribune e hanno visto i due tifosi arrampicarsi sulla rete e Massimo Garavaglia, presidente dell’associazione  Calcio di Ossona. Sono intervenuti i carabinieri e un’ambulanza della Croce Bianca di Sedriano.

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La situazione è stata contenuta, anche se sono stati momenti estremamente pericolosi. Ce li ha raccontati il presidente dell’Ac Ossona. Prima di iniziare il racconto, però, il presidente dell’A.C. Ossona, Massimo Garavaglia ci tiene a sottolineare che, dato che quanto succede in campo è sotto la responsabilità dell’arbitro, che ha fatto rapporto, lui si limita a raccontarci quanto è successo tra le tribune. Ciò che riguarda la gestione della giustizia sportiva non è compito suo.

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“Sono arrivato a mezzogiorno. Arriviamo al campo e sento i tre fischi di fine gara, persa, come previsto, per 0 5. Subito dopo sento alcune delle mamme dei nostri giocatori che urlano: Cosa state facendo?.. Vado verso il campo e trovo tutti in subbuglio, soprattutto nei confronti di due persone. Vista l’agitazione sono corso al cancelletto degli spogliatoi per assicurarmi che fosse, come era, chiuso. Allontano un paio di persone e scopro che due parenti, il padre e il fratello di un calciatore del Parabiago under 16, avevano scavalcato la recinzione davanti alla tribuna ed erano entrati in campo. Hanno detto che era per proteggere il figlio e fratello. “

“Nel frattempo nella zona del pubblico era cresciuta la tensione. Allora ho chiamato il 112, chiedendo l’ intervento dei carabinieri. Ho chiuso l’ accesso agli spogliatoi sincerandomi che i due “scalatori” non potessero uscire prima dell’arrivo dei carabinieri. Quindi sono tornato nella zona del bar. Lí ho scoperto che un nonno del Parabiago era caduto e si era ferito alla testa, mentre altri due uomini, penso genitori, sempre del Parabiago hanno iniziato a picchiarsi.”

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“Una signora esagitata, sempre tifosa del Parabiago, li ha giustificati dicendo che non si conoscevano perché uno dei due “è la prima volta che viene a vedere le partite”. I due invasori del campo si sono giustificati per l’ invasione dicendo che volevano proteggere il familiare, e la stessa signora ha sostenuto, con carabinieri, che “qualsiasi genitore se vede figlio in pericolo farebbe lo stesso.”

“Per quanto riguarda nostri genitori tifosi dell’Ossona, io posso solo dire quel che ho visto, restando imparziale. Alcune mamme si sono adoperate, prima che arrivasse l’ ambulanza inviata dal 112, a soccorrere i feriti e i papà hanno costituito una barriera inerte per raggruppare e sistemare in una zona sicura i figli, man mano che uscivano dagli spogliatoi. “

“I carabinieri hanno identificato invasori e feriti, compresi i due litiganti. Uno lo abbiamo fermato mentre se ne stava andando. I carabinieri hanno chiesto anche i miei dati, quelli di una delle nostre mamme che aveva anche lei chiamato il 112 e, anche quelli della tifosa esagitata del Parabiago.  Poi hanno raccolto le testimonianze. L’arbitro era molto giovane ma era presente anche un osservatore, per fortuna. Hanno fatto rapporto e leggeremo cosa scriveranno.”

Anche la Pregnanese nei guai a causa dei tifosi

Sempre al campo di calcio dell’Ac Ossona, in via Roma, sabato scorso, sempre su una partita under 16, i tifosi della Pregnanese han pensato bene di festeggiare con dei fumogeni. Uno glielo ha tolto, e spento, uno dei dirigenti dell’Ac ossona. L’altro invece è stato buttato in campo e ha bruciato una piccola parte del tappeto sintetico. Anche lì arbitri ed osservatore hanno verbalizzato i fatti e il giudice sportivo ha sanzionato la Pregnanese, prevedendo risarcimento per il danno, se richiesto. Hanno preso due multe: una per fumogeni -500 euro – ed una da 100 euro perché un loro tifoso ha aggredito con insulti e sputi uno dei giocatori dell’Ossona.”

I tifosi del Parabiago

Rissa allo stadio,Ossona. Grave rissa allo stadio dell'Ac Ossona. 2 tifosi entrano in campo e... - 15/04/2024

È già sconvolgente sapere che queste cose accadono negli stadi durante le partite di serie A. A maggior ragione lo è che capitino nei piccoli stadi di provincia dove i ragazzini giocano solo per sport. Non è la prima volta che i tifosi delle squadre di Parabiago causano danni. Nessuno ha perso la memoria di quanto accaduto  l’ 8 ottobre 2023 quando, poco prima della partita di terza categoria fra GSD San Lorenzo di Parabiago e GSS Sant’Ilario Milanese.

Era una partita fra ragazzini, allo stadio Ferrario di Parabiago, ma una squadra di tifosi del San Lorenzo attaccò i genitori del Sant’Ilario colpendoli a bastonate. Alcuni dei papà finirono in ospedale, uno di loro in gravi condizioni per delle rotture plurime del capo. Ha rischiato al vita, non è ancora guarito e forse avrà danni permanenti e per lui sarà più difficile mantenere la sua famiglia.

Importante fermare questi atti prima che la situazione degeneri

L’educazione allo sport e alla correttezza fuori e dentro al campo sembra non aver toccato alcuni genitori. Altri sono personaggi, che confondono sport e politica, già colpiti dai daspo per le partite di serie più  alte che hanno spostato le loro attenzioni nei confronti nelle categorie minori, quelle di bambini e ragazzi, dove i controlli  preventivi sono piú leggeri e sicuramente non riescono ad arrivare a identificare i precedenti penali e i daspo di chi accede alle  tribune.

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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