Paracadutisti precipitano nel centro di Abbiategrasso. Sono gravi

Questa mattina poco prima delle 11 due paracadutisti sono precipitati nel centro di Abbiategrasso. Uno è caduto nel cortile di via Legnano 7, dove c’era la sede del club alpino italiano. L’altro invece è caduto sul tetto di una casa di via Crivelli.

Pubblicità

Diversi testimoni hanno assistito allo sfortunato atterraggio e hanno chiamato la centrale operativa del 112, che ha inviato sul posto un elicottero del 118 e le ambulanze di ATA Soccorso. Il paracadutista caduto nel cortile di via Legnano è stato stato soccorso dai sanitari di Ata soccorso e dopo i prima stabilizzazione e la preparazione è stato portato al campo di calcio il Pizzocchero, dell’oratorio di San Giovanni Bosco. Lí c’è stato il passaggio di consegne con i medici dell’elisoccorso che hanno portato il paracadutista al pronto soccorso dell’ospedale San Carlo, in codice Rosso.

Pubblicità
  • paracadutisti,abbiategrasso. Paracadutisti precipitano nel centro di Abbiategrasso. Sono gravi - 30/10/2022
  • paracadutisti,abbiategrasso. Paracadutisti precipitano nel centro di Abbiategrasso. Sono gravi - 30/10/2022
  • paracadutisti,abbiategrasso. Paracadutisti precipitano nel centro di Abbiategrasso. Sono gravi - 30/10/2022
  • paracadutisti,abbiategrasso. Paracadutisti precipitano nel centro di Abbiategrasso. Sono gravi - 30/10/2022

Via Crivelli

Il secondo paracadutista è caduto sul tetto di una casa di via Crivelli, ed è stato soccorso dall’equipaggio della ambulanza della Croce azzurra di Abbiategrasso, arrivata sul posto per prima. Dopo aver colpito il tetto è scivolato a terra, dove lo hanno trovato i soccorritori. Era cosciente e diceva di non sentire più le gambe. I sanitari lo hanno portato al pronto soccorso dell’ospedale di Niguarda. Sul posto per i rilievi dei due incidenti ci sono gli agenti della polizia locale di Abbiategrasso. Non si conosce il motivo dell’incidente e dove volessero atterrare i due paracadutisti.

I due paracadutisti facevano parte di un gruppo di 10 che si erano lanciati questa mattina sopra Abbiategrasso nell’ambito delle iniziative della manifestazione a ricordo dell’80esimo anniversario della battaglia di El Alamein. 8 sono atterrati sul campo dell’oratorio di San Pietro, i due invece devono aver avuto qualche problema e si sono fatti male. Le ultime notizie li danno al momento fuori pericolo di vita.

Pubblicità

Bed & breakfast La Scala a Rho

Il campo da calcio

Da qualche anno la ragione Lombardia insieme a Soreu, la mente operativa del sistema 112, ha individuato in ogni comune un luogo di atterraggio per l’elisoccorso. Nella maggioranza dei casi si tratta di campi da calcio degli oratori e centri sportivi comunali minori, perchè non ospitano sempre partite di calcio, offrono campi ottimi con un largo spazio, sono facilmente accessibili, e sono dotati di impianti di illuminazione notturna che permettono l’atterraggio e il volo notturno.

Questa idea geniale ha permesso , negli ultimi anni, di organizzare salvataggi con trasporti anche misti, dove le ambulanze possono eseguire il primo tratto, mentre ogni ospedale con pronto soccorso è dotato di piazzola di atterraggio e di mezzi per il trasporto dell’ultimo tratto. Ad Abbiategrasso uno dei campi scelti per questo tipo di emergenze è quello dell’oratorio San Giovanni Bosco.

Pubblicità

La battaglia di El Alamein

La battaglia di El Alamein, in Egitto, fu combattuta tra il 23 ottobre e il 5 novembre 1942 durante la campagna del Nordafrica della seconda guerra mondiale. Lo scontro vide fronteggiarsi le forze dell’Asse Tokio-Roma-Berlino dell’Armata corazzata italo-tedesca comandate dal feldmaresciallo Erwin Rommel, e l’8ª Armata britannica del generale Bernard Law Montgomery. Vinsero gli inglesi, i tedeschi si ritirarono in tempo, invece gli italiani furono massacrati. La manifestazione organizzata ad Abbiategrasso è stata molto contestata dall’anpi, l’associazione nazionale partigiani d’Italia. Se non fosse stato per l’incidente occorso ai due sfortunati paracadutisti, su Co notizie non ne avremmo parlato.

L’intento era infatti quello di sorvolare (dal punto di vista giornalistico e non aeronautico) sull’ abitudine italiana di festeggiare in grande i propri storici fallimenti militari, sull’imbarazzante abitudine di trasformarli in vittorie e sulla ancor più ipocrita abitudine dell’Anpi di contestare la storia passata gridando “dalli al fascista” come se la penisola italiana non avesse mai vissuto un giorno in più del 26 aprile 1945, altro storico anniversario di una italianissima enorme batosta militare che continuano a festeggiare come se fosse una vittoria.

Pubblicità

Non voglio continuare a scrivere quello che penso, per rispetto e pietà delle 40mila persone morte in quella battaglia, e che sicuramente nel loro cuore speravano solo di riuscire a cavarsela e di tornare a casa. Però con una guerra vera, con bombe, morti, proiettili e miseria che avanzano verso l’Europa, penso sarebbe meglio che ambedue le parti la piantassero lì con festeggiamenti e polemiche. Probabilmente nessuna delle due parti ha avuto modo di riflettere seriamente su cosa significa la guerra, sul dolore che porta alla gente normale e sull’odio che innesca.

Maila

Maila

Metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

Commenta qui