RescaldinaMilano città metropolitana

Rescaldina. 4 nuovi arresti per il tentato omicidio a Rescaldina. 2 di magenta, 1 di Corbetta e 1 di Noviglio

Nuovi sviluppi sull’ indagine per il tentato omicidio della notte dello scorso 13 febbraio, a Rescaldina, quando un ragazzo di 23 anni, originario del Ghana, fu accoltellato fuori da un bar di via Fratelli d’Italia. Nei giorni seguenti i Carabinieri della compagnia di Legnano avevano fermato un 26enne originario di Santo Domingo accusandolo del ferimento e il 22 febbraio il questore fermo un ordine di sospensione della licenza per il ristorante in cui era iniziata la lite che ha poi portato all’aggressione.

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Questa mattina il tribunale di Busto Arsizio ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare per altri 4 giovani, accusandoli a vario titolo di tentato omicidio in concorso. Carabinieri hanno quindi arrestato e portato in carcere un 24enne italiano residente a Noviglio, e un 21enne italiano residente a Corbetta. Quindi hanno arrestato e posto agli arresti domiciliari 25enni del Kosovo, residenti a Magenta.

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Il video dell’aggressione

I carabinieri hanno anche divulgato il video girato dagli impianti di videosorveglianza all’interno e all’esterno del ristorante di Rescaldina, che hanno ripreso per intero i momenti dell’aggressione. Tutto dovuto inizio all’interno del ristorante dopo che vi era stata una violenta lite fra la vittima e il giovane 26enne dominicano. Già il mattino seguente il il dominicano era stato identificato. A suo carico c’erano le testimonianze delle altre persone presenti e alcune tracce di sangue che si trovavano sui suoi vestiti e all’interno dell’auto che avevo usato quella sera.

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La lite era stata sedata dagli addetti della sicurezza del locale ma poco dopo, mentre il ghanese si allontanava per raggiungere la propria auto era stato raggiunto da 5 persone che lo avevano aggredito e poi accoltellato. Uno di questi, il 24enne di Noviglio, era poi andato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Magenta per farsi medicare una profonda ferita ad un dito della mano destra.

In questi mesi i carabinieri hanno svolto delle indagini di tipo tecnico, come intercettazioni telefoniche, analisi da parte dei RIS di Parma sulle diverse tracce ematiche ritrovate sul posto e la visione delle immagini degli impianti di videosorveglianza che hanno permesso di ricostruire i fatti e attribuire le responsabilità personali.

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