Una storia d’amore a Miami

Lo scorso weekend il Circus della Formula 1 è sbarcato per la prima volta sul nuovo circuito cittadino di Miami: è stato un po’ come tornare indietro a qualche anno fa, quando ci ho vissuto per un certo periodo. Mi sono rivisto camminare fra le sue strade e mi è venuta in mente una storia da raccontare. Si tratta di una storia d’amore, direte abbastanza improbabile visti i protagonisti, ma come tutte le storie d’amore è forse proprio questo l’aspetto che le rende uniche e speciali. E’ ambientata a Miami, ma potrebbe benissimo svolgersi a New York, a Milano, a Londra… dove preferite voi. I nostri protagonisti li chiameremo Romeo e Juliet, come nella più classica delle storie d’amore.

Juliet ha vent’anni ed è quello che si dice “una ragazza di buona famiglia”: la madre è un’importante dirigente di una grossa multinazionale, il padre, invece, è impiegato in un ente statale. Juliet frequenta il college e vive in un monolocale sulla Tredicesima, poco fuori dal distretto finanziario di Brickell. Romeo, vent’anni o poco più, è di origini cubane e vive a Hialeah. Divide una casa con tre suoi amici.

Ha lasciato la scuola troppo presto e non ha un lavoro fisso. Ogni tanto si guadagna qualcosa con dei lavoretti saltuari, ma, molto più spesso, gli capita di varcare il limite della legalità. I pochi soldi che riesce a guadagnare, li spende per la sua auto, una Camaro rossa, con la quale molto spesso partecipa a gare clandestine.

E’ il 4 luglio ed è sabato sera, un caldo sabato sera di inizio luglio. Juliet con le sue amiche ha deciso di farsi un giro a Miami Beach. Sono state alla Galleria d’Arte di Romero Britto e ora se ne stanno sedute in un cafè, all’angolo tra la Collins e Lincoln Road, a sorseggiare Margarita, in attesa dei fuochi d’artificio. Anche Romeo e i suoi amici han deciso di andare a Miami Beach. Più tardi dovranno spostarsi in periferia, più a nord, dove alcune gang locali hanno organizzato una corsa clandestina.

Ci sono in palio soldi facili, ma Romeo questa sera non ne ha voglia, così sta cercando ogni scusa per non andarci. Sono in macchina, sulla Collins, procedendo piano piano e osservando la gente per strada. Giunti all’incrocio con la Lincoln, notano la piccola comitiva di ragazze con Juliet e si fermano a bordo della carreggiata, osservandole. I ragazzi scendono dall’auto. Gli amici di Romeo si allontanano passeggiando per i locali lungo Lincoln Road, mentre lui decide di fermarsi; si è appoggiato al muro dell’edificio di fronte al cafè dove è seduta la ragazza e la sta guardando.

Lei lo aveva già notato e si erano scambiati un primo sguardo mentre lui stava scendendo dall’auto: era stato sufficiente questo a farlo innamorare. Così aveva lasciato andare i suoi amici per la loro strada e si era fermato.

Una decina di minuti (e qualche sorriso da parte di lei) più tardi, prende coraggio e si avvicina. Scambiano qualche battuta, poi lui le chiede se ha voglia di fare un giro in macchina insieme. Lei accetta. Salgono in auto e partono. Percorrono Alton Road in direzione sud per poi immettersi sulla MacArthur, il lunghissimo ponte che collega l’isola di South Beach con Downtown.

Lo spettacolo di questa notte è fantastico: le luci della città sullo sfondo e le isole con le ville dei VIP alla loro destra. Ma ancora più fantastica è l’immagine di lei e dei suoi lunghi capelli castani accarezzati dal vento! Romeo rimane senza parole. Giunti a Downtown, svoltano verso sinistra: Romeo la vuole portare a Bayside. Parcheggiano la Camaro a fianco dell’Hotel Intercontinental: quante volte, in passato, era già stato qui con i suoi amici a cercare di rimorchiare le assistenti di volo che alloggiano in questo hotel!

Ora però questi ricordi gli sembrano diversi e lontani nel tempo: sta guardando il mondo con gli occhi della sua amata e ogni cosa assume un aspetto differente. Juliet gli fa notare il monumento lì vicino, dedicato alle vittime dello Space Shuttle Challenger e gli racconta la storia di Christa McAuliffe, l’insegnante morta durante il lancio nel gennaio del 1986. Juliet non era ancora nata, ma suo padre, un appassionato dell’esplorazione del cosmo, le aveva raccontato la sua storia e lei ne era rimasta affascinata al punto che quella donna era divenuta ben presto una sua fonte di ispirazione!

Passeggiano verso la riva del mare per poi sdraiarsi sul prato, mano nella mano, ad osservare i fuochi di questo 4 luglio: sono spettacolari, ma Romeo non ha occhi che per la sua Juliet. Lei gli propone di andare a casa sua. Riprendono l’auto e partono in direzione dell’appartamento di lei. E’ al primo piano di una palazzina non molto alta, quasi una rarità qui a Brickell. Salgono in casa, le luci sono spente. Juliet accende un poco di musica e porta il suo ragazzo in cucina per offrirgli una birra.

Apre il frigorifero e gliene passa una. Lui ne beve un sorso e appoggia la bottiglia sul bancone li accanto. La stanza è buia, illuminata solo dalla luce del frigorifero rimasto aperto e dal riflesso delle fioche luci stradali. Lui le mette le braccia attorno al collo e danza con lei sulle note di “Before You Go” di Lewis Capaldi. Si baciano. Lei gli sussurra all’orecchio di avvicinarsi alla finestra perché vuole mostrargli una cosa.

Dal lato opposto della strada c’è una costruzione bassa, in stile europeo, somiglia quasi a una chiesa. “Sai perché ho scelto questo appartamento? Quella è la scuola dove sono andata quando ero piccola ed è quella dove vorrei andassero i miei figli. Mi vedo già mentre li osservo giocare nel suo cortile, felici come lo sono stata io.“.

Tornano a ballare, quando un messaggio sul suo smartphone riporta Romeo alla realtà, ricordandogli la corsa clandestina in auto. Lui non vorrebbe andare perché sente di non appartenere più a quel mondo che, solo poche ore prima, era il suo. Quella ragazza l’ha cambiato, ma crede di avere ancora un ultimo obbligo verso quella realtà, così decide di andarci ugualmente. Juliet gli chiede di restare. Romeo, però, non ha il coraggio di lasciarsi la sua vecchia vita alle spalle senza nemmeno dare una spiegazione ai suoi amici.

Le prende il volto fra le mani, la bacia dolcemente sulle labbra e le sussurra: “Buonanotte amore, va tutto bene. Ti rivedrò domani sera sul Sentiero degli innamorati. Troveremo il nostro futuro là fuori sulla strada, oppure ce ne andremo in giro a cercarlo, fino all’alba, una notte dopo l’altra“. Chiude la porta dietro di sé e va al suo appuntamento.

Romeo se ne è andato e Juliet ora è sola in casa; si versa una tazza di caffè e la tiene stretta fra le mani; con lo sguardo triste, guarda fuori dalla finestra la scuola che immaginava per i loro figli, mentre in lontananza le sirene di un’ambulanza spezzano il silenzio di questa notte. “Buonanotte amore, va tutto bene. Ti rivedrò domani sera sul Sentiero degli innamorati. Troveremo il nostro futuro là fuori sulla strada, oppure ce ne andremo in giro a cercarlo, fino all’alba, una notte dopo l’altra“.

La storia è liberamente ispirata a Incident on 57th Street, anche se è ambientata a Miami e non a New York come nella canzone; ho scelto questa città perché, nonostante siano passati parecchi anni, continua a restarmi nel cuore. Adoro Miami perché, fra le metropoli in cui ho avuto la fortuna di vivere, è quella che meglio incarna il senso di quanto recita lo stesso Springsteen: “Lives on the line where dreams are found and lost“. Mai come a Miami mi sono sentito su quella linea.

Girando per le sue strade ti rendi perfettamente conto di come basti un solo istante per cambiare la tua vita: verso la realizzazione dei tuoi sogni più grandi o verso l’abisso dei tuoi incubi peggiori. Ti potrebbe capitare di uscire dal tuo lussuoso hotel in centro, svoltare in una via e incrociare le persone più sbagliate che tu possa immaginare, così come potresti anche imbatterti nei tuoi sogni realizzati. Se è vero che l’America è la terra delle opportunità, beh mi piace pensare a Miami come alla sua icona.

Ovunque voi siate, in queste notti d’inizio estate, se vi affacciate al balcone della vostra casa e spegnete i rumori della città, se siete abbastanza fortunati, potrete sentire anche voi Romeo che dice alla sua Juliet: “Buonanotte amore, va tutto bene. Ti rivedrò domani sera sul Sentiero degli innamorati. Troveremo il nostro futuro là fuori sulla strada, oppure ce ne andremo in giro a cercarlo, fino all’alba, una notte dopo l’altra“.

Davide Trentarossi

Davide Trentarossi

Nato a Milano, l’8 maggio… di qualche anno fa, ma cresciuto in provincia. Ho scoperto molto tardi la passione per la scrittura. Sono laureato in Ingegneria Informatica. Amo viaggiare, e questo mi ha portato a lavorare in giro per il mondo. Molti aeroporti sono stati il mio “Second Office”. Dall’Australia al Sud America, da Mosca a Miami, oltre all’Europa. Amo viaggiare leggero: nel mio trolley il computer su cui appuntare le idee per un nuovo libro, l’inseparabile smartphone, per restare connesso al resto del mondo e un paio di cuffie per ascoltare la musica, un’altra grande passione. la mia email d.trenta@gmail.com

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