Cassonetti Gialli. Beneficenza o recupero tessuti?

Molte persone confondono le donazioni di abiti usati per beneficenza con la raccolta stradale e le scritte sui cassonetti Caritas e Humana non aiutano certo a capire. La gestione del servizio svolto coi cassonetti gialli si basa su un accordo tra ANCI e CONAU (Consorzio Nazionale Abiti e Accessori Usati).

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Possono essere conferiti capi di abbigliamento e accessori, incluse biancheria intima, scarpe e borse nonché tutto quel che rientra nel tessile come stoffe in genere, tende, lenzuola, tovaglie, coperte, tappeti inclusi. Ci possono andare anche vestiti o stoffe lesionate in quanto lo scopo della raccolta è anche il riuso (stracci) e riciclo delle fibre tessili e non solo il recupero del capo in se. Il ricavato va comunque in beneficenza. Nel momento in cui le frazioni tessili vengono conferite nei cassonetti gialli, diventano rifiuti a tutti gli effetti e non possono essere destinati alla donazione.

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Culture digitali

A stabilire quando un conferimento rientri nel dono è la cosiddetta legge contro lo spreco alimentare (GU n.202 del 30-8-2016) al cui articolo 14 prevede che si possono cedere a titolo gratuito articoli e accessori di abbigliamento conferiti dai privati direttamente presso le sedi operative dei soggetti donatari, non attraverso cassonetti su strada. Di tali beni non se ne può fare commercio perché la finalità è di ridistribuirli tra i bisognosi.

È il caso delle raccolte, a titolo esemplificativo, presso le parrocchie o le associazioni. Per tutto ciò se intendete donare ai bisognosi vostri abiti ed accessori di abbigliamento in buono stato e puliti non metteteli nei cassonetti gialli ma consegnateli direttamente a chi li distribuirà.

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Humana People to People

Humana People ha inviato delle sue precisazioni in merito a questo articolo. Le abbiamo pubblicate nel link qui in basso.

Alvaro Cavenaghi

Alvaro Cavenaghi

di @ecovolontarimiovest

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