Matteo Salvini e il cambio del simbolo Lega Nord a Pontida

Politica – Praticamente tutti i giornali danno come notizia che Matteo Salvini, segretario della Lega Nord vorrebbe cambiare il simbolo elettorale alle politiche e togliere la parola Nord e che ne darà l’annuncio a Pontida. A parte che non è vero, e che Matteo Salvini ha già detto che non intende farlo, ci sono alcuni particolari di cui chi ha inventato questa strategia non ha tenuto conto. In primis, la composizione del simbolo della Lega Nord per le politiche.

Simboli della Lega NordSono Leghista, con tutta l’anima. Sono anche salviniana. Ho votato per Matteo Salvini alle primarie, mi fido del suo giudizio e delle sue capacità al punto da affidargli i progetti per la realizzazione dei miei sogni, ma sono soprattutto una indipendentista moderata cui non piace prendere parte nelle questioni interne al movimento. Però ho anche io i miei limiti. Non posso resistere e non far notare che chi sta diffondendo, in questi giorni, la notizia secondo cui Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, si preparerebbe a togliere il nome Nord dal simbolo della Lega Nord alle prossime politiche, dimostra di conoscere ben poco sia la lega Nord sia la politica.
Infatti il simbolo della lega Nord alle elezioni politiche è sempre cambiato. Ci si è sempre infilato qualcosa. Le costanti sono però il Guerriero, cioè l’Albertino, con il leone di San Marco sullo scudo, il nome Lega Nord, la scritta Padania con il Sole delle Alpi verde.
Qualunque elettore sa che quelle sono le tre costanti che da 30 anni contraddistinguono inequivocabilmente il vero simbolo della Lega Nord. Cambiarle significherebbe confondere gli elettori e bruciarsi interi pacchetti di voti. Non lo farebbe uno sprovveduto della politica, figurarsi se lo fa il segretario federale del Movimento Lega Nord.

Salvini toglie Nord e lascia Padania? Mmm, beh… Ci si può ragionare

Se la notizia dell’elidere la parola Nord dal simbolo è frutto di una strategia comunicativa di altri partiti che mira a far confusione fra gli elettori della Lega Nord, è sciocco farsi venire dei dubbi. Il simbolo seguirà la solita via. La presenza dei tre elementi del simbolo sarà confermata a Pontida. Quello che mi fa davvero specie è quando sento la notizia dell’elisione all’interno del Movimento, da chi fa opposizione interna. Come se fosse una notizia certa su cui imbastire una contestazione a Pontida.
E’ giusto che l’opposizione interna ci sia. Bisogna tenerne conto.

Però mi cadono le braccia (e non solo) se chi si propone come vero interprete dell’indipendentismo padano, contrario alle politiche più allargate proposte da Matteo Salvini, che coinvolgono l’intera italia nel cambio istituzionale, mi vuol convincere che Salvini non è indipendentista perchè vuol togliere la parola Nord dal simbolo della Lega Nord.
Sembrano non aver pensato che, se si togliesse la parola Nord, nel simbolo rimarrebbero Padania e il Sole delle Alpi. Questa scelta politica sposterebbe Matteo Salvini in campo di purezza secessionista che va molto oltre le loro tesi di opposizione interna. Sostenere una simile tesi li lascia con in mano un cerino delle dimensioni di un cero pasquale.

Ma cosa succederà davvero a Pontida?

La questione simbolo è laterale. A Pontida, il prossimo 17 settembre, se le cose andranno come credo io, sarà chiesto ai leghisti di sostenere la candidatura di Matteo Salvini a Premier. Candidato dalla coalizione alle prossime elezioni politiche del 2018. Questo implicherà che sia saldata l’alleanza del movimento Noi Per Salvini con la Lega Nord. Non una unione di simboli, che sarebbe anche elettoralmente poco valida, ma ambedue i simboli concorreranno a sostenere lo stesso candidato premier.

La scelta del simbolo di Noi con Salvini conterrà Il nome Salvini. Magari anche il nome lega ( senza nord, ovviamente). Magari anche il riferimento al movimento dei popoli, la cui filosofia è il punto d’incontro fra la Lega Nord e Noi con Salvini in quelle che ora chiamiamo Regioni, ma che, se la storia segue il suo corso, un giorno diventeranno degli Stati confederali pienamente autonomi, pieni di gente libera e felice.

 

 

Ilaria Maria Preti
Chi sono Ilaria Maria Preti 2266 articoli
Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Lavoro come Web Content Specialist per varie testate giornalistiche e blog. Oltre a cronaca Ossona, mi occupo della redazione di Zoom Milano (Zoommilano.it) e conduco l'ufficio stampa di Conflavoro Pmi Milano (conflavoro.mi.it). Ho scritto di politica, cronaca, turismo, ma anche di edilizia, tasse, assicurazioni, e persino di calcio.