Economia e lavoro

Bilancio 2023 e prospettive incerte: la situazione quadro delle PMI in Italia secondo A.P.I.

L’anno 2023 si chiude lasciando alle spalle un’atmosfera di incertezza per le Piccole e Medie Imprese (PMI) in Italia, secondo quanto riportato dall’Associazione delle Piccole e Medie Industrie di Milano, Monza, Pavia, Lodi e Bergamo (A.P.I.). Le sfide geopolitiche, i tassi che limitano l’accesso al credito, la recessione in alcune economie e la volatilità dei prezzi hanno pesato parecchio sulle spalle degli imprenditori.

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L’Ufficio Studi di A.P.I. ha condotto un’analisi del “sentiment” delle PMI loro associate e che operano nella zona del Sud Ovest Milano, raccogliendo dati significativi sulle prospettive economiche. Secondo le risposte raccolte, il 39% delle PMI ha chiuso il 2023 in positivo, mentre il 33% ha riportato risultati negativi. Il 28% ha preferito non rispondere, sottolineando la delicatezza e l.incertezza del contesto economico.

Guardando al futuro, nel 2024, il 54% delle PMI esprime infatti incertezza, il 29% prevede una contrazione e solo il 17% si attende una crescita. Le ragioni di questa cautela sono varie: il 49% teme la debolezza economica di alcuni paesi, il 19% affronta le transizioni energetiche, digitali e sostenibili con investimenti significativi, il 15% si scontra con la mancanza di personale qualificato, l’9% sta valutando la vendita dell’azienda, mentre l’8% ha risposto “non so”. Però, nonostante le sfide, l’export extra UE resiste, soprattutto per alcuni settori come quelli della meccanica di precisione, del lusso e dei prodotti di alta qualità made in Italy.

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Il dott. Paolo Galassi, Presidente di A.P.I., commentando il rapporto di fine anno ha sottolineato l’importanza delle PMI per l’Italia come potenza produttiva, chiesto un maggiore impegno da parte della Regione Lombardia e del Governo nazionale nel sostenere gli investimenti e promuovere le riforme necessarie, sottolinea l’importanza del pragmatismo per evitare che il Paese si fermi, ed evidenzia come sia dal lavoro quotidiano delle imprese e dei loro lavoratori che si generano benefici per i cittadini e si costruisce un futuro per i giovani.

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“Se l’Italia è ancora una potenza produttiva a livello europeo e mondiale, lo dobbiamo alle PMI e alla nostra capacità di imprenditori di credere nel fare impresa. Anche stavolta, quindi, non ci fermeremo e faremo la nostra parte per far crescere il PIL e stabilizzare l’occupazione. Vanno create condizioni più favorevoli per fare impresa.”

“Chiediamo, però, uno sforzo a Regione Lombardia sulle iniziative di sostegno e stimolo agli investimenti e uno sulla Manovra al Governo nazionale, cioè di accelerare sui decreti attuativi per sostenere l’industria; ma anche di osare con le riforme e usare i fondi del PNRR che ancora abbiamo a disposizione con azioni di reale utilità, che ne moltiplichino il valore. Si, proprio perché è dalla concretezza del lavoro quotidiano delle imprese e dei loro lavoratori che si generano benefici per i cittadini e un futuro per i giovani. Senza pragmatismo il Paese si ferma”.

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