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Arrestato 24enne per pedopornografia con minori su Chat Online. Appello per trovare altre vittime

Un pedofilo che adescava ragazzini e ragazzine attraverso le loro chat online utilizzava prevalentemente due Nick falsi Rebecca Monti e Mirko Agridi. Li convinceva, minacciandoli di fare del male ai loro genitori , a masturbarsi in diretta. Registrava i video e poi chiedeva altro minacciando di pubblicarli sul web. È stato scoperto ma qualora altri ragazzi abbiano subito minacce analoghe da questi finti profili, possono contattare il Commissariato Rho Pero al numero di telefono 02.9390551. È importante raccontare alla polizia la propria storia sia per capire di essere delle vittime sia per rendere maggiormente inoffensivo questo personaggio, e altri come lui.

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Cosa ha fatto la polizia

La Polizia di Stato di Milano, in collaborazione con la Procura della Repubblica di Milano, ha arrestato un 24enne italiano accusandolo di detenzione di materiale pornografico coinvolgente dei minorenni, procurato e realizzato attraverso minacce su un social network. Il Commissariato Rho Pero ha eseguito un decreto di perquisizione locale e personale, oltre a ispezionare il materiale informatico presso l’abitazione del giovane.

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2 giovani vittime hanno denunciato gli abusi

L’azione è partita dalle denunce dei genitori di due ragazze di 13 anni, costrette ad autoprodurre video di carattere sessuale sotto la minaccia di violenze ai loro familiari e della diffusione delle immagini tra amici e parenti. Durante l’indagine, la polizia ha individuato il possibile autore che si era presentato alle minori sotto i falsi nomi di “Mirko Agridi” e “Rebecca Monti”. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di telefoni cellulari e altro materiale informatico dell’autore, fornendo alla Polizia Scientifica una vasta quantità di prove.

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Dall’ispezione del telefono cellulare del 24enne, sono emersi numerosi file di natura pedopornografica, registrati tramite un’applicazione in grado di catturare lo schermo durante conversazioni chat. Le registrazioni riguardano il periodo da luglio a novembre 2023 e coinvolgono giovani presuntamente di età inferiore, sia maschi che femmine, in atti di autoerotismo. L’uomo utilizzava identità diverse per adescare i ragazzi e le ragazze. Ulteriori accertamenti sono in corso su altri profili collegati all’indagato. È importante poterli individuare tutti.

Nota della redazione
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