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Siamo al 6° giorno di oscuramento della Cronaca in Lombardia. Oggi alle 12 presidio dei cronisti in piazza Lombardia

Attraverso l’agenzia Lombardia notizie ( l’agenzia della regione Lombardia) l’assessore al welfare Guido Bertolaso ha risposto ai cronisti rispetto alla chiusura del servizio di Realtime. Ha detto cose che non hanno fondamento, e a mezzogiorno i cronisti saranno ad un presidio sotto le finestre del suo ufficio, in piazza città di Lombardia. E’ al prima volta nella mia vita che manifesto contro la regione Lombardia, ma questo caso è troppo importante per far la “diplomatica”.

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La risposta di Guido Bertolaso lascia perplessi è un tecnico ma ora, accettando il ruolo di assessore, ha accettato anche quello di politico e nulla è più fastidioso (e fa incavolare) di un politico che dice delle bugie, che ne sia consapevole o meno. La sua risposta, anche dal punto di vista tecnico lascia perplessi (e fa incavolare) perché dimostra di non conoscere lo strumento che sta cambiando e che è di fondamentale importanza per la regione.

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Areu, e il 112, infatti collega strettamente anche gli interventi delle forze dell’ordine all’interno del sistema di soccorso, protezione e di sicurezza della Regione Lombardia. Di questo sistema fanno parte anche i giornalisti e, soprattutto, i cronisti, perchè il loro è un servizio pubblico. L’informazione è un servizio pubblico di cui si occupano i giornalisti, perchè teniamo conto di tutte le sfaccettature di un fatto che è diventato notizia. Nasconderci i fatti è antidemocratico, persino nel caso della mera omissione.

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Guido Bertolaso ha detto diverse cose non corrette. Innanzi tutto, come sottolineato dai cronisti lombardi, non è vero che il sevizio online ai giornalisti lo ha solo la regione Lombardia. C’è anche in Trentino e in Liguria. Nelle altre regioni i giornalisti sono ricevuti e le notizie vengono date per telefono, via email, o per whatsapp, ed è un grande impegno per gli uffici stampa.

Bertolaso non ha chiarito le sue motivazioni, ha lasciato la cosa in sospeso. Sabato il servizio è sparito e non ci è arrivata neppure una mail che ci diceva cosa sarebbe successo. Solo due anni fa erano stati rifatti gli accrediti. Si accede al servizio solo se si ha il tesserino bordeaux dell’ordine dei giornalisti. Che rilevanza abbia il tipo di contratto il di lavoro dei giornalisti per Bertolaso non lo ho capito. Io ad esempio, lavoro con la partita iva, e questa chiusura mi ha danneggiato economicamente. Con l’avvento dei siti di informazione il tempi della notizia si sono ridotti drasticamente ma è un problema che riguarda noi, non lui. Ciò che ci serve è la trasparenza.

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La risposta di Bertolaso riportata per intero

(LNews – Milano, 17 apr) “Questa mattina in una videoconferenza, che ho organizzato venerdì scorso, ho comunicato al vice presidente dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, Angelo Luigi Baguini, a quello regionale lombardo, Riccardo Sorrentino, al presidente dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti, Paolo Perucchini, al presidente e vice presidente del Gruppo Cronisti Lombardi, Fabrizio Cassinelli e Giuseppe Spatola, le motivazioni che mi hanno spinto a interrompere momentaneamente il servizio ‘real time’ offerto dall’Agenzia regionale delle Emergenze Urgenze (Areu) ai media lombardi per accedere alle informazioni dei soccorsi effettuati sul territorio regionale”.

“Una decisione maturata dall’esigenza di rimodulare il servizio alla luce dei mutamenti che anche l’informazione ha subito dal 2012, anno in cui è stato attivato. Ho spiegato fin da subito che non c’è mai stata l’intenzione di impedire il diritto di cronaca, pur ricordando che la missione di Areu è quella di prestare soccorso ai cittadini, non altro e che il servizio finora offerto dalla Lombardia rappresenta un unicum nel panorama nazionale. Nessuna Regione è dotata di un simile strumento.

Purtroppo con l’avvento dei siti di informazione online, nei quali troppo spesso lavorano giornalisti senza il dovuto riconoscimento contrattuale previsto dalla categoria,  oggi abbiamo rilevato che i tempi per elaborare le notizie si sono ridotti drasticamente compromettendo, in taluni casi, di accertare la realtà dei fatti e la completezza dell’informazione”.

“Alla luce di questo, ben cosciente che lo strumento realizzato da Areu è di grande rilevanza per tutti i media della Lombardia, ho semplicemente chiesto ai miei interlocutori di attendere due settimane per poter mettere a loro disposizione un servizio più coerente con tutto il sistema dell’emergenza, dal soccorso sul posto fino alla presa in carico nei Pronto Soccorso, proprio per fornire una comunicazione più attendibile ed esaustiva”. “Non solo, li ho anche informati che ne avrei parlato nei prossimi giorni con il Ministro della Salute Orazio Schillaci, verificando la possibilità di estendere il servizio offerto da Areu in tutto il territorio nazionale”.

“Proprio per la necessità di effettuare le modifiche che rendono inaccessibile momentaneamente il portale ho anche informato i rappresentanti dell’Ordine e dei sindacati dei cronisti di aver dato mandato ad Areu di riservare nel frattempo delle linee telefoniche dedicate per consentire ai giornalisti di accedere comunque alle informazioni dei soccorsi effettuati.

Alla luce di tanta disponibilità, riconosciutami anche dai partecipanti alla riunione di questa mattina, resto sconcertato nel leggere il comunicato da loro appena diffuso che riporta dichiarazioni assolutamente false come quella che avrei dovuto ‘fare valutazioni con il Ministro della Salute e con il Garante della Privacy, prima di decidere se e come riaprirlo’ omettendo completamente la mia intenzione di riaprire il portale una volta completate le modifiche necessarie.

A questo punto mi domando se questo sia il diritto di cronaca, quello vero, al quale si appellano i miei interlocutori. Anche perché leggere che quello in questione sarebbe ‘il primo intervento dei nuovi vertici regionali in tema di sanità’, oltre che menzognero, dimostra come il tono del confronto stia, purtroppo, assumendo caratteri che nulla hanno a che fare con il diritto di cronaca”. (LNews)

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

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