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Davide Dax Cesare. Il corteo degli antagonisti per i 20 anni dalla morte e le farse per rompere le balle

La manifestazione degli antagonisti e degli anarchici a Milano, in memoria della morte di Davide Dax Cesare, mi ha ispirato alcune riflessioni. Il risultato è piuttosto provocatorio. Leggetelo solo se avete la mente libera da pregiudizi. In caso contrario, è meglio evitare.

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Viviamo in un paese in cui il primo culto è quello dei morti e delle morti violente. 2 delle principali feste sono dedicate ai morti: il 1 novembre, tutti i Santi, e il 2 novembre, tutti i Morti. Sono due feste che ricordano Morti e Santi che il tempo e la mancanza di conoscenza della loro vita ha portato all’oblio. Ogni giorno dell’anno in Italia è dedicato a uno e più santi, la maggioranza dei quali sono persone morte in modo violento, ucciso da qualcuno nei modi più dolorosi e crudeli possibile.

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La loro morte è raffigurata in opere d’arte di tutti i genieri, ormai da millenni. Primis fra tutti la morte di Gesù Cristo, impossibile da dimenticare o sottostimare. Non è che mi dispiaccia. Come Cristiana non considero nessuno morto davvero.

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La provocazione

La storia stessa ci dice che gli antichi romani e gli antichi ebrei erano piuttosto infastiditi dal fatto che i primi Cristiani festeggiassero il venerdì santo, giorno della morte di Gesù, e poi la Pasqua, il giorno della sua Resurrezione. Guardandola da un punto di vista politico, i primi cristiani non si contentavano di far manifestazioni una volta all’anno, ma ricordano l’omicidio e la Resurrezione di Gesù ogni settimana.

Non hanno ancora smesso, dopo più di 2mila anni, e possiamo dire, sempre in un’ottica politica, che il loro modo di ricordare al mondo l’ingiustizia subita da Cristo è stato vincente e così facendo hanno ottenuto parecchie vittorie. Sempre senza violenza e spesso facendosi ammazzare a loro volta da chi infastidivano. Erano, e sono, esperti provocatori.

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Non ci basta ancora

Da noi i morti rischiano quasi più dei vivi. Qualunque morto, in Italia, rischia di dar vita a Fondazioni, raccolte fondi, gruppi Facebook, petizioni, e prese di posizione politiche. Dal rischio di dar vita a delle posizioni politiche non si salva nessuno ed è il peggior rischio che si può correre da morti. In nome del morto, che quasi sempre è stato particolarmente sfortunato ed è morto male, magari dopo aver fatto qualcosa poco carino, si dà vita a manifestazioni con scontri fisici, danni materiali, si creano feriti e qualche volta altri morti.

Altre volte ancora si dà vita a delle guerre che non finiscono mai. Come quella dei morti di destra e dei morti di sinistra, che viviamo da anni, e che si rifanno a sfortunate storie del passato.

La manifestazione per i 20 anni dalla morte di Davide Dax Cesare

Oggi Milano è stata messa in difficoltà a causa di un morto, Davide Cesare Dax, che ha dato vita ad una posizione politica. Non era uno stinco di santo, ma nemmeno una persona cattiva, ed è stato ucciso da altre persone che non erano stinchi di santo, ma nemmeno persone cattive. 3500 antagonisti si sono dati appuntamento a Milano, per creare il caos in suo nome per il ventesimo anniversario della sua morte.

A causa della manifestazione, il questore Giuseppe Petronzi nel pomeriggio ha dovuto organizzare un dispositivo di ordine pubblico, schierando Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, oltre che ambulanze e sanitari, per la gestione del corteo promosso da appartenenti alle realtà anarchiche e antagoniste. Dalle 13.30 circa, diversi gruppi, partendo dalle vie limitrofe, si sono recati in direzione di Piazzale Loreto quale punto di concentramento per l’inizio del corteo.

I singoli gruppi sono stati costantemente monitorati dalle forze dell’Ordine, durante l’avvicinamento al punto del raduno in piazzale Loreto. I contingenti hanno assicurato la protezione delle arterie stradali che vanno verso il centro città ed il corteo si è, di conseguenza, incanalato su via Costa, andando verso la periferia della città.

Il dispositivo predisposto dalla Questura continuava a presidiare il corteo antagonista, che aveva raggiunto i 3500 manifestanti. Giunti all’altezza di via don Luigi Orione, le forze dell’ordine hanno dovuto effettuare alcune manovre strategiche per tutelare gli obiettivi sensibili che si trovavano lungo il percorso. Fra questi istituti di credito ed esercizi commerciali. I manifestanti nel nome di Dax si sono coperti la faccia, per non essere riconosciuti, e nascondendosi nel fumo dei fumogeni che i loro compagni avevano accesi, hanno imbrattato e danneggiato auto, le vetrine di un istituto bancario, e alcune pensiline dell’ATM. Autobus e altri mezzi di trasporto pubblici sono stati in ritardo per più 4 ore, in tutta l’area in cui hanno operato i manifestanti.

Povero Dax

in 20 anni Rozzano, come via Gola, non sono cambiate. Sono sempre posti in cui povertà e ricchezza, rabbia ed eccessi, delinquenza e onestà vivono porta a porta e si mischiano sul pianerottolo di casa. Io non so chi fosse Davide Dax Cesare, però sono cresciuta in un quartiere simile della periferia milanese in anni in cui si rischiava la pelle a seconda di chi incontravi e se al mattino avevi deciso di indossare un eschimo o un impermeabile.

Oggi i ragazzi non hanno questi problemi di moda, e c’è chi arriva a decidere giorno per giorno se essere maschio o femmina, non solo se mettere la gonna, i pantaloni, il giubbino della wrangler o il monclair. Beati loro e beata la loro libertà. E’ una cosa che nè quelli come me, nè quelli come Dax, avevamo. Dax è morto a causa del nome di un cane che non era nemmeno il suo. Riesco a capire come deve sentirsi, ad essere al centro di una posizione politica.

Se fosse capitato a me sarei frustrata. Mi darebbe molto fastidio che mi ricordassero con delle manifestazioni dove si verificano atti violenti, perchè quei cristiani cui hanno rotto l’auto e imbrattato la vetrina dei negozi, saranno poco disposti a pensare bene di me, e a ricordarmi nelle preghiere quando vanno in Chiesa a fare i provocatori di successo. Magari avrei bisogno, come tutti, di farmi ancora perdonare qualcosa e le loro preghiere potrebbero farmi comodo. Sono esageratamente provocatoria? Si, certo. E’ perchè ho avuto ottimi maestri. Consiglierei agli antagonisti di seguire gli stessi maestri. Sono vincenti.

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

2 pensieri riguardo “Davide Dax Cesare. Il corteo degli antagonisti per i 20 anni dalla morte e le farse per rompere le balle

  • Davide Cesare detto DAX milito’ in Fiamma Tricolore, gruppo politico formatosi dopo Fiuggi (quando nacque AN) nel 1995, di cui era responsabile del servizio d’ordine.
    Giovane irrequieto e sempre pronto allo scontro, un passato skin.
    Fu allontanato perché “aveva iniziato a farsi le canne e per procurarsi la droga a spacciare” iniziò così a frequentare persone che bazzicavano la zona darsena-navigli e il collettivo di via Gola, Orso etc …
    Oggi si sostiene che era un compagno per questo ucciso dai fascisti.
    La lite e conseguente uccisione è avvenuta tra persone inclini alla rissa e dal facile uso del coltello.
    Federico Morbi fu aggredito mentre portava a passeggio il proprio cane, di nome “Rommel” (quindi era da consideransi un neonazista). Gli autori dell’aggressione, almeno dieci persone, erano antagonisti di estrema sinistra tutti della zona.
    Quest’azione fece scaturire la reazione di regolamento dei conti che si attuo’ davanti al locale in via Brioschi, nello scontro Dax ebbe la peggio.

  • Cara Paola, dopo averti letta mi sono convinta ancora di più che questo Dax, di cui non ricordavo neppure l’esistenza fino a due giorni fa, era il classico uomo delle periferie milanesi, cresciuto fra la violenza e con le idee confuse. Quanti amici di infanzia ho avuto che hanno passato la giovinezza frequentando un momento la sede della Fgci e l’altro quella della Fdg senza mai decidersi cosa fossero, come la pensassero e cosa volessero fare. Alcuni sono già ” andati oltre”, altri sono alla soglia della pensione e, dopo un vita di duro lavoro, non sanno ancora cosa votare e che idea politica avere. Anzi, oramai non votano proprio più.
    Se quelle persone e Davide Dax quelle sere non si fossero incontrate, oggi non lo saprebbero nemmeno loro.

    Un cane chiamato Rommel per dimostrare di appartenere alla proibitissima destra… Se il nome del cane non fosse stato al centro della tragedia, farebbe ridere. Immaginiamoci Morbi oggi al parco che chiama il cane Rommel con un diminutivo… “Ehi Rom, vieni qui…”
    Poteva cambiare idea anche il cane, se non facessero queste stupide manifestazioni.

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