Il rasoio di Occam e le teorie dei complotti

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare del rasoio di Occam! Guglielmo di Occam, religioso dell’ordine francescano, fu anche teologo e filosofo. Visse a cavallo del XIV secolo ed ebbe un rapporto molto conflittuale con l’autorità ecclesiastica del tempo, che lo portò anche a ricevere la scomunica papale. Costruì il suo pensiero teologico e filosofico partendo dall’idea che ragione e fede fossero indipendenti. La sua fama storica, però, risiede nell’associazione con il famoso “rasoio”. Esistono diverse enunciazioni di questo principio metodologico che viene applicato in svariati campi. La più famosa è forse la seguente: “A parità di fattori, la spiegazione più semplice è quella da preferire“.

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Come dicevo poc’anzi, tale principio metodologico ha trovato e trova tuttora applicazione in un’enorme numero di campi, da quelli filosofici (ambito in cui è nato) a quelli più prettamente scientifici: ogni teoria scientifica viene messa alla prova inizialmente da questo principio. Per ogni evento, infatti, esso spinge a scegliere come vera la spiegazione più semplice, dove con la dicitura “più semplice” si intende quella che appare come ragionevolmente vera, senza ulteriori aggiunte. L’esempio più classico che viene normalmente fatto è quello della generazione dell’Universo. Potremmo, infatti, ipotizzare un universo eterno, generato da sè o da altre cause sconosciute oppure, come teoria alternativa, lo potremmo immaginare come creato da una divinità, che è a sua volta eterna, generata da sè o da altre cause sconosciute. E’ evidente come entrambe queste spiegazioni siano possibili, ma secondo il rasoio di Occam la prima è da preferirsi: l’ipotesi della divinità creatrice infatti non aggiunge nulla che non sia già spiegabile con la prima, che, pertanto, è da preferirsi.

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Breve excursus storico a parte, vorrei provare ad applicare questo principio alle teorie del complotto, che proliferano ai giorni nostri in maniera sempre più predominante. Un tempo esistevano le cosiddette “leggende metropolitane“. Famosissime quella degli alligatori che infestano le fogne di New York o quella dell’autostoppista fantasma. Successivamente sono nate le prime teorie del complotto, che si sono poi evolute e, grazie anche allo sviluppo di Internet, si sono diffuse sempre più.

Una delle prime e più famose teorie del complotto è quella delle Scie Chimiche, chi non ne ha mai sentito parlare? Secondo questa teoria cospirazionista, non meglio identificati gruppi di potere, che spaziano dal Vaticano, all’Ordine di Malta, passando per l’immancabile CIA, mischierebbero ai gas di scarico degli aerei una miriade di sostanze chimiche, non è ben chiaro a quale scopo: secondo alcune versioni della teoria queste scie sarebbero all’origine di alluvioni ed eventi atmosferici catastrofici, secondo altre avrebbero lo scopo di influenzare la popolazione in vista di elezioni. Versioni differenti suggeriscono una regia, da parte delle case farmaceutiche, che userebbero questo mezzo per poter causare malattie nelle persone, costringedole poi ad acquistare i loro medicinali. Oggettivamente bisogna riconoscere che è sufficiente alzare gli occhi per notare come queste scie nel cielo siano in numero sempre maggiore. La spiegazione più semplice che ci potrebbe suggerire il rasoio di Occam è quella che cerca la causa nell’aumento del traffico aereo e nel miglioramento dell’efficienza dei moderni aeroplani. Questo ha portato alla conseguente apertura di nuovi spazi aerei a quote atmosferiche più elevate, dove le condizioni sono più favorevoli alla formazione di queste scie.

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impara a cambiare

Un’altra teoria cospirazionista che sta trovando sempre più voce sul web, oltre che sui media tradizionali è quella della Terra piatta. Anche in questo caso, il rasoio di Occam ci da una mano. Per poter giustificare il fatto che la Terra non sia una sfera ma un disco circolare piatto, sarebbe, infatti, necessario introdurre una serie di giustificazioni aggiuntive inutili, oltre che discutibili, come sostenere che il continente antartico non sia un continente, ma in realtà rappresenti il bordo limite del “disco terrestre”. In generale, tutte le teorie cospirazioniste aggiungono, quanto meno, un’ipotesi in più per poter spiegare le loro tesi: la più classica è che dietro ci siano un gruppo di poteri forti che vogliano nascondere la verità. Se ci pensate bene, senza arrivare ai casi limite come le scie chimiche, la Terra piatta, il 5G, la mossa che, presumo inconsciamente, fa chi vuole introdurre una teoria alternativa di stampo complottista è proprio quella di aggiungere delle variabili a una spiegazione che già esiste, violando quindi il famoso principio del rasoio di Occam.

Interessante anche il fatto che il rasoio di Occam venga definito come un “principio di economia” o “principio di parsimonia”: in un mondo di risorse scarse, cercare di ottimizzare quelle che si hanno a disposizione è sempre un’ottima soluzione! E’ il cardine attorno a cui ruotano tutti gli algoritmi di ottimizzazione che si studiano nei corsi di Ricerca Operativa, ma, se ci pensate bene, è anche il miglior consiglio che possiamo dare o ricevere. Sintetizzando all’estremo diventa: “Falla semplice!“. Se lo applichiamo alla nostra vita, come principio, per lo meno di buon senso, potremmo dire che vale anche quando pensiamo di fare qualcosa di nuovo, che ci fa uscire dalla nostra zona di confort. Siamo naturalmente portati a vedere problemi e difficoltà, anche se in realtà questi si trovano solo nella nostra mente: la realtà è molto più semplice di come ce la costruiamo nella nostra testa. Normalmente i cambiamenti ci vengono suggeriti dal nostro subconscio, poi interviene la ragione a costruire il castello di dubbi, difficoltà e problemi. Dovremmo ricordarci che il subconscio sa già quello che va bene per noi: ci sta offrendo la spiegazione “più semplice”, quella del rasoio di Occam.

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Davide Trentarossi

Davide Trentarossi

Nato a Milano, l’8 maggio… di qualche anno fa, ma cresciuto in provincia. Ho scoperto molto tardi la passione per la scrittura. Sono laureato in Ingegneria Informatica. Amo viaggiare, e questo mi ha portato a lavorare in giro per il mondo. Molti aeroporti sono stati il mio “Second Office”. Dall’Australia al Sud America, da Mosca a Miami, oltre all’Europa. Amo viaggiare leggero: nel mio trolley il computer su cui appuntare le idee per un nuovo libro, l’inseparabile smartphone, per restare connesso al resto del mondo e un paio di cuffie per ascoltare la musica, un’altra grande passione. la mia email d.trenta@gmail.com

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