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Festa della donna 2022. Alle donne ucraine, non mimose ma gilet antiproiettile

Festa della donna. 8 Marzo 2022. In ognuno degli ultimi 12 anni passati insieme abbiamo cercato di darvi un articolo particolare. Non mancano gli argomenti nemmeno quest’anno, però manca la voglia di fare festa. C’è altro da fare. 2 anni di pandemia e ora lo spettro di una guerra. Io stasera sono pessimista. Non penso ai traguardi, ma penso alle occasioni mancate: alla mancanza di un presidente della Repubblica donna, al fatto che non c’è mai stato un primo ministro donna, che le conquiste sulla parità sembrino andare indietro invece che avanti.

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Festa della donna senza Oksana

Oksana è un infermiera che si occupa di anziani. Abita in provincia di Milano. La settimana scorsa ha preso un pullman ed è corsa a casa, in Ucraina, non lontano da Kiev, perchè suo figlio e suo marito erano andati in guerra, a difendere il loro paese, e sua madre aveva bisogno di aiuto. Penso a lei , quando è arrivata in Romania, ha attraversato i Carpazi, ha dormito sotto ad un ponte, lontano dal pullman, al freddo, nella neve, per non farsi sorprendere fuori durante il coprifuoco.

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Poi ha percorso tanti chilometri, ha aggirato le truppe e gli schieramenti dei carrarmati russi e dopo 5 giorni è arrivata a casa, a piedi. Ora è là che rischia di essere colpita da una scheggia, da un proiettile o da una bomba. Donne così non hanno bisogno di una festa, ma di giubbotti antiproiettile.

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4mila km in 2 giorni per andare dove fanno la guerra, nel giorno della festa della donna

Qualche giorno fa mi hanno raccontato la storia di un’altra donna. E’ partita dall’Ucraina in macchina con i suoi bambini. Per non perdersi, dalla frontiera della Polonia ha seguito un camion che stava arrivando in Lombardia, ha raggiunto la madre che bada ad una coppia anziani in un comune della bassa provincia di Milano. Ha guidato per circa 2mila chilometri, da sola, con i bambini: ha fatto benzina in paesi di cui non conosceva la lingua. Una volta a destinazione ha affidato i suoi figli alla madre, e nemmeno il tempo di riposarsi, è ripartita. E’ tornata indietro, in Ucraina, perchè è un medico.

Festa della donna 2022? Non è più tempo di chiedere la parità con le mimose. E’ quello di prendercela

Penso alle donne ucraine che si sono mobilitate, che stanno organizzando gli aiuti alla gente del loro paese, che chiedono, trafficano e potrebbero guidare, non solo un camion, ma anche un paese, con la stessa forza con cui lo attraversano.
Noi qui siamo celebrative, cerchiamo il successo nelle parole, negli incarichi, nella festa dell’8 marzo, per definire la parità di diritti e doveri con l’uomo, ma probabilmente sbagliamo il metodo. Non dovremmo chiederla, ma prendercela. Come fanno oggi le donne dell’Ucraina

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