Siria 2012. Oggi 2 poliziotti siriani condannati a Coblenza per crimini contro l’umanità

E’ giunta da Eurojust, l’agenzia europea per la Giustizia, la notizia che l’Alta Corte Regionale di Coblenza, in Germania, oggi ha condannato all’ergastolo Anwar Raslan, 58 anni, ex colonnello della polizia segreta siriana agli ordini di Bashar al Assad. L’accusa che ha determinato la condanna è il suo coinvolgimento in crimini contro l’umanità, più in particolare gli avrebbero attribuito 58 omicidi, fra cui 27 oppositori politici al regime di Assad, e numerose aggressioni sessuali e torture, avvenuti nella sezione 251 della prigione di Al Khatib, vicino a Damasco nel periodo fra il  tra il 29 aprile 2011 e il 7 settembre 2012, durante la primavera araba. Sotto il suo comando e la sua supervisione sarebbero state torturate circa 4mila persone. Alle indagini ha contribuito il “network sui genocidi” di cu fa parte anche Amnesty International.

Pubblicità

I fascicoli Cesare

La condanna di Anwar Raslan è la seconda condanna relativa ai “Fascicoli Cesare”. Si tratta di un documento contenente oltre 26.000 immagini delle torture delle vittime nei centri di detenzione di massa del regime siriano di Assad. Il 24 febbraio 2020 la stessa Alta Corte Regionale di Coblenza aveva infatti condannato un altro funzionario del sistema di polizia siriano, Eyab al-Gharib, a quattro anni e mezzo di carcere per crimini contro l’umanità e tortura. L’accusa aveva chiesto 5 anni, la difesa aveva chiesto l’assoluzione in quanto subalterno e obbligato ad obbedire agli ordini. Infine gli è stato riconosciuto in parte il livello inferiore di responsabilità ed è stato condanna to a 4 anni e 6 mesi.

Pubblicità

Eyab al-Gharib è stato accusato di aver aiutato a torturare e poi uccidere almeno 30 persone. Secondo quanto riferisce un articolo pubblicato dall’osservatorio sulla sicurezza interazionale ( Fonte) Inizialmente, nel 2018, Eyab al-Gharib era stato convocato come testimone contro Raslan, e poi le sue stesse descrizioni delle torture inflitte ai prigionieri hanno portato gli investigatori ad attribuirgli delle responsabilità più gravi.

La storia

Anwar Raslan era fuggito dalla Siria ed era arrivato in Germania come profugo e rifugiato politico nel 2012. Nel 2014 gli era stato rinosiuto lo stato di rifugiato politico ed era andato a vivere a Berlino. Non aveva cambiato nome. Nel 2018 è’ stato riconosciuto da altri siriani, fra cui un avvocato specializzato nella legislazione per i diritti umani, e che era stato anche lui detenuto nella prigione di Al Khatib, che si sono decisi a denunciarlo (Fonte) appellandosi al principio del diritto internazionale che vige in Germania, Francia, Norvegia e Svezia.

Pubblicità

Creatilab

Eurojust

Nel 2018 era stata istituita la SIC, ( la squadra investigativa comune) e Eurojust ha fornito assistenza analitica a lungo termine e organizzato delle regolari riunioni di coordinamento con lo scopo di consentire una rapida cooperazione giudiziaria tra le autorità tedesche e francesi, coinvolte nelle indagini. La procura federale tedesca ha presentato quindi un atto d’accusa contro entrambi gli imputati nell’ottobre 2019, e i processi conclusosi oggi sono iniziati nell’agosto 2020 . “Si tratta di un giudizio che segna un punto fisso nella storia”. Da Eurojust scrivono che questa condanna “lascerà un segno indelebile nella giustizia penale internazionale”. Non si può non notare infatti come la condanna sia arrivata dall’Alta Corte di Coblenza, tribunale dello Stato della Renania Palatinato, in Germania, e non da istituzioni che rappresentano il popolo siriano. Inoltre la Siria non è in Europa.

Il processo di oggi ai più richiama alla mente il più famoso processo di Norimberga, in cui si giudicarono gli alti funzionari del regime nazista, e che fu celebrato in Germania, cioè nel luogo in cui avvennero i fatti. Una situazione diversa da ciò che è successo oggi a Coblenza, dove il processo è stato possibile grazie al principio di giurisdizione universale, accolto dalla legge tedesca e presente all’interno del diritto internazionale, che permette di perseguire ovunque reati gravi commessi in qualunque posto. Un particolare importante, specialmente per la Siria, un paese il cui regime è stato condannato molte volte senza però ottenere nessun tipo di effetto sulle popolazioni, e sugli oppositori politici del regime di Assad, su cui sono stati commessi i crimini umanitari.

Pubblicità

Bed & breakfast La Scala a Rho

Maila

Maila

Metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

Commenta qui