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Lilith, libertà e creatività nella moda

Magenta –  La creatività di Lilith, e il suo libero pensiero, li indovini subito, non appena guardi la vetrina che si affaccia sulla piccola piazza Parmigiani, al 10, a Magenta. E’ minimalista e colorata al tempo stesso. Complicata e ricercata, mentre i materiali sono quelli che definiamo grezzi. Carta, corde, altalene, ceste di libri e anche fotografe di Magenta in bianco e nero. E fra questi, gli abiti e gli accessori. Curiosi, eleganti, originali di stile, quasi azzardati. Le Lilith sono tre: Gladys Bonaccorsi, Sabrina Spirolazzi e Wanda Garavaglia.  Hanno inaugurato il loro angolo sabato scorso, alla vigilia di Santa Lucia.

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“Con questa gonna così ampia la scarpetta con il tacco non è bella, a meno che non sia uno stivale, nero. Oppure puoi staccare e abbinarci un piao di scarpe verdi, basse senza tacco, un po’ maschili.” “Scarpe verdi con una gonna a disegni geometrici rossi e neri?” ” Si, certo. Con quelle lì.”
Anche io ho avuto un attimo di disorientamento, anche se non avrei dovuto, dato che in quel momento indossavo un parka marrone renna con dei calzoni grigi e anonimi, tipo operaio della catena di montaggio appena smontato dal turno.

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Però mi sono girata nella direzione indicata da Sabrina. Sul tappeto azzurro in mezzo a dei lacci di stoffa e vimini, in una gabbietta per uccelli, un paio di scarpette verde scuro lucide, dal tacco basso. Le ho immaginate addosso insieme a quella gonna e, oh, cavolo! Ha ragione Sabrina. Ci stanno benissimo. Sono le sue. Una maglietta nera attillata a completare l’insieme e originalità e stile sono assicurate. Bello, davvero bello.

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Come le potremo definire queste tre Lilith nel loro salotto? Delle consulenti di moda? Tre donne che sanno come e quando osare e che si divertono a sperimentare abbinamenti e proposte? Le tre Lilith partono da abiti che, in altre condizioni non saprebbero, da soli, suggerire molto a parte il fatto che, ovviamente, il taglio sapiente e perfetto è assicurato.

Poi aggiungono il loro gusto, il loro tocco. Il loro tatuaggio.
Infatti Lilith non è un negozio di vestiti, è un negozio di moda. Ci si trova il piacere delle chiacchiere con l’esperta, si parla di moda, di quello che vorresti essere e di quello che vorresti sembrare, e lei, la Sabrina, è lì, con l’idea e l’abito giusto sotto mano.

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“Lilith tentatrice. O dimagrisco io o allarghi quelle taglie! ” E, invece, la proposta è giusto lì, perchè Sabrina può trovarti quello che neppure sai di desiderare anche se vesti la 44 di spalle e la 54 di “sottogiro vita”. Devi solo lasciarla ragionare un momento e poi ti spara la proposta pazza che magicamente ti fa sentire come se fossi una modella alta un metro e ottanta pronta per salire sulla passerella. E’ il suo tatuaggio.

lilith. Lilith, libertà e creatività nella moda - 15/12/2015

A proposito dei tatuaggi che c’è un altro particolare legato a questo originalissimo negozio di moda e riguarda la Gladys. Essendo la figlia di Sabrina non poteva evitare di condividerne i geni da Lilith.
Sua è la scelta della fotografia simbolo del negozio. Due mani di donna anziana che stringono la corona del rosario, ricoperte di tatuaggi simbolo della trasgressione, trend e modernità. Sconvolgenti si forse, ma Gladys lo sa, per questo sorride così. C’è da fidarsi.

Tra gli abiti troverà qualcosa che vi renderà uniche e sconvolgenti.
Poi c’è Wanda. La conosco poco, ma quando l’ho vista ho pensato alla stabilità. Una roccia su cui appoggiarsi, capace di risolvere qualsiasi problema le si pari davanti. Tra il vaso di fiori che è improvvisamente comparso fra le sue mani giusto quando lo si stava cercando e il modo con cui ha scartato il tulle che non la convinceva per preparare le decorazioni della vetrina, si intuiscono subito le doti della donna manager, quella che, se la lasci fare, ti disfa e rifà il guardaroba nel giro di una giornata. 3 Lilith, dicevamo.

Non pensate che questa nuova chicca magentina sia al di fuori dalla portata del vostro portafoglio. Il negozio delle Lilith non vende il lusso, vende qualità, stile, originalità e moda. E’ vero che sono prodotti che hanno valore, ma gli abiti proposti non sono cari. Sono, anzi, completamente accessibili alla stragrande maggioranza delle persone. Vale la pena di andare a dare almeno un’occhiata. A Magenta questa novità piacerà moltissimo e magari qualcuno capirà perchè definendo Sabrina Spirolazzi una “fashionnazi blogger” aveva colto le sue idee solo in superficie.

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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