Pan de mej o Pane di san Giorgio. La ricetta

Il pan meino , o pan de mej, è un dolce tipico del giorno di San Giorgio, patrono dei lattai. Veniva servito accompagnato da una tazza di densa panna liquida. Ci sono quelli semplici, fatti con due tipi di farina gialla, grossa e fine, poca farina bianca, zucchero, burro, uova e “panigada”, cioè fiori di sambuco essiccati, e i pan de mej fini, fatti solo con la farina gialla fine, i pan de mej a panetti e la torta di pan de mej.

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Pan de mej o pan meino

Ingredienti:
farina gialla macinata grossa gr. 200
farina gialla fioretto gr. 200
zucchero semolato gr. 200
burro freschissimo gr. 100
3 uova intere di media grossezza – 2 cucchiaiate di farina bianca 00 – 2 cucchiaiate di fiori di sambuco seccati (panigada) – latte – un pizzico di sale – zucchero semolato per spolverare.

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Istruzioni

Far sciogliere il burro e lasciarlo intiepidire poi aggiungervi le farine gialle, la farina bianca, le uova leggermente sbattute, lo zucchero e una cucchiaiata di fiori unendo tanto latte quanto ne serve per avere una pasta abbastanza consistente. Prendere un pezzo di pasta per volta, dare la forma di un panini allungato e metterlo su una placca coperta da carta forno procedendo poi a fare gli altri e mettendoli ben staccati gli uni dagli altri. Spolverare la superficie dei panini con poco zucchero e distribuirvi sopra i restanti fiori di sambuco. Passare in forno già caldo a 170° per circa 30 minuti.

Daniela Mari Griner

Daniela Mari Griner

Daniela Mari Griner è nata a Milano ma vive da sempre a Casorezzo. Si è sempre interessata di cucina, milanese e lombarda in particolare, grazie alle nonne, al nonno materno e ai genitori, mamma cuoca sopraffina e papà ottimo assaggiatore. Finito il liceo classico e iniziata l’Università, abbandona questa per dedicarsi alla sua passione, la cucina appunto, e ha la grande fortuna di venire assunta come redattrice nella più prestigiosa rivista di cucina “La Cucina Italiana”, allora sotto la guida delle mitiche sorelle Gosetti. Qui partecipa alla stesura delle ricette, sia innovative sia tradizionali, alla ricerca delle radici delle stesse e sviluppa la sua conoscenza della cucina di Milano e del territorio circostante, conoscenza e ricerca che proseguono anche dopo aver lasciato la rivista e che continuano nel tempo sino ai giorni nostri

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