La cucina di DanielaCucinaMagazine

I mondeghili di casa Griner

Le regine delle polpette sono i Mondeghili, fatti con avanzi di carni già cotte, salame nostrano, mollica bagnata nel latte e strizzata, e prezzemolo tritato con eventualmente un pezzetto di aglio.

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I mondeghili di casa GrinerSi fanno delle palline grandi come una noce poi si schiacciano un po’ al centro o si arrotolano, si impanano con pangrattato e si friggono in burro spumeggiante. Una variante vede anche l’impiego delle patate lessate. A questa ricetta a volte si aggiungevano un amaretto, un mostazzin (dolcetto simile all’amaretto), uvetta e pinoli.
Curiosa è l’origine del nome: Mondeghili e la sua rara forma al singolare, mondeghilo, sono una delle parole che 150 anni di dominazione spagnola hanno lasciato nel dialetto di Milano. Mentre in Italia il termine polpetta si riferisce ad una preparazione prevalentemente tondeggiante a base di carne trita, a Milano questo stesso tipo di preparazione viene indicata con il termine mondeghilo, o ben più spesso, mondeghili perché non è uso gustare una singola polpetta.

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Le parole mondeghilo e mondeghili, in realtà, derivano dall’arabo “al-bunduc”. Fu infatti il popolo arabo che insegnò a quello spagnolo l’uso di confezionare una sfera di carne trita, per poi friggerla.
I castigliani chiamarono questa preparazione “albondiga”. Da quest’ultimo termine, noi milanesi avremmo ricavato la parola albondeguito che, successivamente, diventò albondeghito, per arrivare nel tempo a “mondeghilo”.
Il Comune di Milano, con delibera della Giunta Comunale in data 17-03-2008, ha concesso il riconoscimento di Denominazione Comunale, De.Co., ai Mondeghili. La De.Co. sta ad indicare l’appartenenza di un prodotto o di un piatto ad un determinato territorio.

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Ingredienti per i Mondeghili di casa Griner:

carne avanzata (arrosto, lesso, umido, etc.) gr.300, 4 fette di salame, un uovo, mollica di un panino, latte, prezzemolo, uno spicchietto di aglio, rapatura di limone (facoltativa), noce moscata, burro. Mettere a bagno la mollica di pane in poco latte in modo che si inzuppi bene e si disfi, poi scolarla e metterla in una ciotola riducendola ulteriormente in purea con le mani. Aggiungervi la carne e il salame, passati al tritacarne sul disco fine, l’uovo, una bella manciata di prezzemolo tritata con l’aglio e una grattata abbondante di noce moscata; se piace aggiungere anche la rapatura di limone nella quantità desiderata. Impastare bene con le mani amalgamando il composto, poi preparare delle polpette grandi come una noce che si appiattiranno con il palmo della mano oppure si rotoleranno sul piano di marmo della cucina dando una forma quasi cilindrica. Friggerle nel burro spumeggiante e servirle bollenti con un’insalata verde. (Fonte foto: wikimedia.commons,org user Nemo_bis)

Nota della redazione
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Daniela Mari Griner

Daniela Mari Griner è nata a Milano ma vive da sempre a Casorezzo. Si è sempre interessata di cucina, milanese e lombarda in particolare, grazie alle nonne, al nonno materno e ai genitori, mamma cuoca sopraffina e papà ottimo assaggiatore. Finito il liceo classico e iniziata l’Università, abbandona questa per dedicarsi alla sua passione, la cucina appunto, e ha la grande fortuna di venire assunta come redattrice nella più prestigiosa rivista di cucina “La Cucina Italiana”, allora sotto la guida delle mitiche sorelle Gosetti. Qui partecipa alla stesura delle ricette, sia innovative sia tradizionali, alla ricerca delle radici delle stesse e sviluppa la sua conoscenza della cucina di Milano e del territorio circostante, conoscenza e ricerca che proseguono anche dopo aver lasciato la rivista e che continuano nel tempo sino ai giorni nostri

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