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Vogliono abbattere il cineteatro di Casorezzo per fare un campo da calcio

Continua la battaglia per salvare il cineteatro di CasorezzoIl Cineteatro di Casorezzo, fiore all’occhiello della cittadina. È sempre stato uno dei più belli del circondario. Gli affreschi sopra il palco, l’azzurro che si univa al bianco del soffitto. Le poltrone rosse, disposte a gradinata, erano confortevoli e calde. Davano allo spettatore l’idea di essere cullati e protetti. I bambini correvano da una parte all’altra, con i loro gridolini di felicità, che accompagnavano le luci che si spegnevano. Lo schermo bianco, e il proiettore che illuminava la sala, siamo pronti sta per iniziare lo spettacolo. Ma non era solo cinema, anche teatro. Il grande palco, ha visto passare giovani artisti. Giovani, perché lo usavano le scuole e l’asilo Parrocchiale, per gli spettacoli di fine anno. Le compagnie teatrali del Paese, rappresentavano, le loro illustri commedie. Il via vai continuo, le luci che si spengono, il drappo rosso del sipario che scende a chiudere la scena. Sono più di dieci anni che quel sipario di velluto rosso si è chiuso sul cineteatro. Ora gli unici spettatori sono i ragni, le mosche, che si inseguono sul palco.

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Le ragnatele e la polvere creano lo scenario. Gli attori, sono i fantasmi di quelle risate, quelle dei bambini che aspettavano trepidanti la magia sullo schermo. Gli applausi, sono solo un eco lontano, come le grida della scena. Vogliono abbatterlo, abbattere questa bellezza architettonica, questo fiore, che i paesi limitrofi ci hanno sempre invidiato. Al suo posto ci sarebbe un campo da calcio. Sì, avete capito bene, un campo da calcio.

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Il cineteatro è proprietà della Parrocchia locale, all’interno dell’Oratorio. Oratorio che si sta costruendo da anni. La Curia è inamovibile, non vogliono più quel cineteatro, vogliono un Oratorio nuovo, più grande più sicuro. E cara grazia alle lotte che i cittadini hanno fatto fin ora. Le raccolte firme, le discussioni con il Don, le visite alla Curia, le lettere a Roma. Un campo da calcio, è il chiaro segno di come la nostra società sta cambiando. La cultura, viene sostituita dagli sport, dai social network. Ma il cineteatro è importante, anche perché fu Don Luigi Quadri a volerlo ardentemente. In prima linea c’è la Signora Enrica Cova della Fondazione Don Luigi: “Abbiamo chiesto il comodato d’uso alla Parrocchia per tutto il tempo che ci vorrà nella costruzione del nuovo Oratorio, visto che fino ad allora non potrà essere abbattuto. Che sarà di almeno 10 anni. Per fare arte espositiva ed eventi per tutta la cittadinanza. Abbiamo anche provato a chiedere l’acquisto, ma dopo che avevamo trovato i fondi, il Parroco si è tirato indietro, rifiutandoci l’acquisto. Siamo così andati in Curia presentando i nostri progetti, ma non abbiamo ottenuto risposta. Torneremo in Curia, il nostro obbiettivo è la cultura e la salvaguardia del territorio.” Queste sono le belle battaglie, che portano via tempo a chi ci crede realmente.

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Lilian M, Delacroix

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