Facebook, i cacciabombardieri F35 e la potenza della rete

Facebook, i cacciabombardieri F35 e la potenza della rete
Immagine di repertorio

Negli ultimi giorni sta girando insistentemente su Facebook un link contro l’acquisto di alcuni aerei cacciabombardieri F35 dagli Stati Uniti. Si tratta dei famosi aerei che son stati alla base di gravi discussioni in parlamento finita con  la pronuncia di una consulta che ha risposto al parlamento  con una frase che somigliava molto alla seguente:  ” il parlamento non ha diritto di dire al governo come spendere i soldi”.

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Si, insomma pare che il governo italiano, retto la Letta, sia ben deciso a comperare dei cacciabombardieri costruiti negli Stati Uniti “per assemblarli in italia” pagandoli 4 volte di più del totale degli stipendi che gli operai che serviranno ad assemblarli potrebbero guadagnare costruendo qualcosa di diverso, del genere satelliti per la meteorologia o per assurdo, canne da pesca elettroniche che, oltretutto avrebbero un mercato più interessante.

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La protesta è immediatamente montata su Facebook e la diffusione dei link che parlano di questa brutta storia degli F35 è stata completamente trasversale. Il primo link è partito da un aderente al PD che ha pubblicato la notizia su suo blog con un post piuttosto politicizzato e di parte. In pratica, un articolo illeggibile. Però il titolo era chiaro e conteneva tutte le informazioni che servivano ai lettori, cioè il fatto che il governo italiano volesse comprare dei cacciabombardieri militari in un periodo in cui la gente fa la fame.

Ben pochi, davvero pochi hanno letto l’articolo, ma i tag e i link sono iniziati a raffica, invadendo la rete internet e quella di Facebook. In poche ore anche altri blog e i giornali online hanno pubblicato articoli relativi al dissennato acquisto degli F35,  la pressione creata sul caso è diventata  molto alta e il governo è stato nuovamente chiamato alle sue responsabilità. Internet e gli internauti, specialmente attraverso Facebook hanno ancora una volta sostituito il giornalismo nella funzione che dovrebbe essere quella di informare, mentre anche le televisioni e i giornali e le televisioni istituzionali sono arrivate sul caso dei cacciabombardieri F35 solo in un seconda battuta.

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Maila

Maila

Metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

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