Sant’Antonio: la rievocazione di Saronno con ospiti lombardi. Eventi futuri

Il carro di Sant'Antonio

La storia è testimone dei tempi. Luce della vita e vita della memoria. Il “Gruppo storico Sant’Antonio da Saronn” lo sa bene e grazie alla lungimiranza dei suoi componenti e alla collaborazione con altrettanti gruppi storici e folkloristici lombardi, parrocchia e Comune, la storia di Sant’Antonio abate e di Saronno stessa (attraverso la chiesetta di Sant’Antonio abate al lazzaretto) continuano ad essere testimoniate nella 13esima edizione del Corteo, che ha sfilato per le vie del centro città domenica 13 gennaio 2020.

Tanti i figuranti e gli eventi associati. In minor numero, quest’anno, gli animali che hanno sfilato. E’ stata garantita la sicurezza (e il pensiero è andato all’eroico gesto del ragazzo che l’anno scorso, nella 12esima edizione, ha sacrificato se stesso salvando decine di vite). Un evento fortuito quello del 2019, purtoppo. Un evento studiato nei minimi dettagli quello invece della rievocazione storica che ha condotto fino alla chiesetta dedicata al Santo abate.

Il corpo bandistico di Saronno

Una perla, quest’ultima, che è stata esaltata dagli stand posti attorno al luogo di culto, con giochi, cibi e profumi della tradizione, con ricostruzioni di cascine e ambienti rurali, con candele votive e bacio della reliquia gestito anche da volontari in costume d’epoca. Sono infatti quattro i quadri storici offerti nell’evento al pubblico che è giunto a Saronno da tutto l’hinterland e non solo.

Gruppo conamuse Mirandolesi

Grandimento di pubblico e alta affluenza nella sicurezza, garantita dalle forze dell’ordine, dagli Alpini, dai volontari delle varie associazioni e da un servizio di pulizia immediato delle strade che ha evitato scivoloni sulle deiezioni degli animali in corteo e decoro alla città.

I quadri storici

Annunci sponsorizzati

Culture digitali

Il corteo riassume 700 anni di storia in quattro quadri: il primo va dal 1300 al 1500, il secondo dal 1500 al 1600, il terzo riguarda il Settecento e l’ultimo l’Ottocento.

Sbandieratori e musici Città di Legnano

Primo quadro

I tamburi e gli sbandieratori introducono il gonfalone della chiesa di Sant’Antonio abate al Lazzaretto, collegata nel corso di quattro secoli al casato degli Zerbi: nel 1400 Antonio Zerbi edificò la chiesetta e gli ecclesiastici del secondo ramo degli Zerbi ne curarono le sorti fino all’Ottocento.

Annunci sponsorizzati

Culture digitali

Si invoca l’intercessione del Santo abate contro le malattie di uomini e animali, tra le quali la peste manzoniana, nonchè contro le insidie del diavolo.

Da Sant’Antonio agli anacoreti per poi toccare la presenza dei Visconti nella terra di Saronno: Matteo II Visconti fece edificare nel 1355 il castello fortificato (vicolo Castellaccio) e l’Imperiale (palazzo di villeggiatura) per amor della caccia; Saronno era infatti circondato da boschi ricchi di selvaggina.

Persino Leonardo Da Vinci, nel 1491, è collegato a Saronno. Ludovico il Moro donò a Cecilia Gallerani il feudo di saronno e lei è proprio la dama con l’ermellino del genio toscano.

Secondo quadro

I tamburini di Oleggio chiudono il primo quadro e si aper il secondo dedicato al Cinquecento e Seicento con le invasioni straniere che portarono l’Italia ad essere un campo di battaglia, portarono la peste attraverso i lanzichenecchi.

Una data tra quelle più importanti: il 1576. In piena epidemia San Carlo Borromeo è in visita pastorale e si dice sia stato proprio lui a consacrare la chiesetta di Sant’Antonio abate al Lazzaretto.

E poi ancora la peste manzoniana con le bande alemanne. Gli appestati venivano condotti al lazzaretto.

Terzo quadro

Voce ai pifferi e tamburi Bajo Dora. Entrano gli austriaci

Quarto quadro

Qui ci sono i richiami di un tempo

Dal venditore di uccelli a quello del latte, di cappelli, di castagne, di lumi, di sementi e attrezzi da campagna. Poi ancora il suonatore di organetto, lo stagnino, il fruttivendolo, lo stracciaio, il marionettista, il maniscalco. Spesso il negozio era la bicicletta.

Spazio anche alla vendemmia, ai giochi di un tempo, al carro del trasloco che nel caso più fortunato era trainato dai buoi, altrimenti dall’uomo stesso.

I prossimi appuntamenti

Dalle 8 alle 9 di venerdì 17 gennaio 2020, santa messa nella chiesetta di Sant’Antonio abate al Lazzaretto. Dalle 9.30 animazione del “Borgo contadino” con personaggi in costume d’epoca, animali, giochi.

Alle 15, in loco, benedizione degli animali. Alle 12 e alle 19 degustazione di piatti tipici lombardi con polenta e formaggio alle 18.30. Dalle 14 alle 19 benedizione degli automezzi all’oratorio della Sacra Famiglia. Concerto della banda alle 20.30 e alle 21.15 il falò con antichi giochi del borgo.

Cristina Garavaglia
Cristina Garavaglia 355 Articoli
Giornalista

Repliche, rettifiche, commenti e risposte

Scrivi qui cosa ne pensi