Un poliziotto fa lo sciopero della fame da 43 giorni. Sai perchè?

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Roma – Gianni Tonelli, il segretario generale del SAP, Sindacato Autonomo di Polizia, ha avuto un malore. Da 43 giorni sta facendo lo sciopero della fame per protestare contro le condizioni in cui le forze dell’ordine sono costrette a lavorare. Il suo è un modo per chiedere l’attenzione del governo sugli operatori della sicurezza nel nostro paese. Finora è rimasto inascoltato. Solo ieri la conferenza stampa con Matteo Salvini, che gli chiedeva di smettere con lo sciopero della fame.

gianni-tonelli Un poliziotto fa lo sciopero della fame da 43 giorni. Sai perchè? Piazza Litta Prima Pagina   “Erano le 12.55, in Piazza Montecitorio,  quando il Segretario Generale del SAP Gianni Tonelli, che stava conducendo la sua protesta insieme ai colleghi poliziotti, ha avuto un mancamento ed è stato ricoverato al Pronto soccorso dell’Ospedale Santo Spirito.
Vergognoso il silenzio delle istituzioni nei confronti di un servitore dello stato che ha messo la sua vita nelle mani di chi ha il dovere di amministrare la sicurezza nel nostro Paese.” Questo è il messaggio apparso poco fa sulla pagina Facebook dedicata al Sap, il Sindacato Autonomo di polizia, dopo che Gianni Tonelli si è sentito male.
Nonostante siano molte le forze politiche, fra cui anche la Lega Nord, che sostengono la battaglia di Gianni Tonelli e del Sap da parte degli esponenti del governo non si è sentita una sola parola. Le lamentele dei poliziotti sono importanti. Siamo uno dei paesi più a rischio d’attentati d’Europa e i poliziotti si ritrovano con equipaggiamenti scadenti, giubbotti antiproiettile scaduti (e che non garantiscono più di essere efficaci), caschi marci, armi non sicure e equipaggiamento non adeguato, corsi di aggiornamento insufficienti e con tutto l’apparato debilitato dai tagli alle spese, per arrivare persino alla mancanza della pulizia dei gabinetti delle caserme. Gianni Tonelli sta facendo lo sciopero della fame perchè, quando ha denunciato la situazione e ha detto la verità sulle condizioni di lavoro della polizia, per tutta risposta è stato indagato, come se il dire la verità per un poliziotto fosse una colpa. Siamo tornati ai tempi dei Savoia, in cui mandavano i soldati in guerra in Russia con gli stivali di cartone e, se si lamentavano dei fornitori senza scrupoli, li fucilavano?

Durante la conferenza stampa di ieri, a Roma, cui aveva partecipato insieme a i parlamentari di Fi e Fdi, dei Popolari per l’Italia e di Idea, Matteo Salvini aveva detto: “Credo che la pazienza delle forze dell’ordine sia infinita ma ora sia quasi finita. E se a dire ‘no’ saranno Polizia e Carabinieri ne vedremo delle belle. Abbiamo un pessimo capo della polizia, che non difende i suoi uomini, un ministro dell’Interno su cui stendo un velo di silenzio. Da padre di famiglia mi sentirei più’ protetto da Tonelli ministro che dall’attuale governo filo-invasione. Renzi dice che l’Italia riparte e che il lavoro gira, se facesse un giro nei commissariati di Bologna che ho visitato vedrebbe che ci sono cessi usati da 700 uomini e donne che vengono puliti una volta alla settimana. Il governo sarà moralmente complice di ogni eventuale, e prego non succeda, disgrazia che ci portiamo a casa”.

Ilaria Maria Preti
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Giornalista per metà milanese e per metà mantovana. Ho iniziato a scrivere da adolescente sul giornalino della parrocchia. Tra 1977 e il 1982 circa ho collaborato con una delle primissime televisioni private, Tvci, cosa che mi ha fatto entrare nella storia della televisione, quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 sono uno speaker di Radio Padania libera. Oltre che occuparmi di Cronaca Ossona, coordino la redazione di ZoomMilano.it, collaboro con Conlombardia.com e con alcune agenzie di stampa.

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