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Magenta, allarme “maranza” nelle chat ma all’IPSIA la protesta resta pacifica

A Magenta l’allarme sui possibili arrivi di gruppi di “maranza”, circolato per giorni attraverso WhatsApp e i social, venerdì mattina non si è trasformato nei disordini temuti. Dietro alla giornata di attenzione c’era una protesta degli studenti dell’IPSIA cittadino, una scuola professionale frequentata da ragazzi che si preparano soprattutto a diventare tecnici. Secondo quanto raccolto in redazione, le ragioni della mobilitazione erano strettamente scolastiche: la richiesta di interventi di manutenzione nell’edificio e la mancata disponibilità di parte del materiale necessario per lavorare nei laboratori. Una protesta quindi legata alle condizioni della scuola, che non aveva come obiettivo scontri o tensioni. Nei giorni precedenti, però, alla mobilitazione degli studenti si era sovrapposta nelle chat la voce dell’arrivo a Magenta di gruppi esterni, fino a trasformare una giornata di protesta scolastica in qualcosa che, nei messaggi rilanciati di telefono in telefono, appariva molto più pericoloso.

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La preoccupazione ha avuto anche un effetto concreto: alcuni genitori hanno preferito non mandare le figlie a scuola, temendo che eventuali disordini potessero coinvolgerle e che potessero essere aggredite dai gruppi di “maranza” annunciati nei messaggi. È una paura che, in forme diverse, ricorda quella vissuta dalle famiglie negli anni Ottanta, quando nei giorni delle manifestazioni studentesche o degli scioperi il problema era soprattutto non sapere dove fossero i ragazzi e come sarebbero riusciti a tornare a casa. Non c’erano telefoni cellulari, non si poteva avvisare in tempo reale e bastava il blocco di autobus, tram o metropolitana per rendere difficili anche gli spostamenti più semplici. Oggi quella stessa ansia passa invece attraverso WhatsApp e i social: il genitore può contattare immediatamente il figlio, ma può anche ricevere e rilanciare avvisi non verificati che, passando da una chat all’altra, finiscono per amplificare il rischio fino a descrivere una situazione molto più allarmante di quella reale.

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🚔 Carabinieri pronti, ma i gruppi annunciati non arrivano

L’allarme, comunque, non è stato ignorato. I Carabinieri hanno predisposto a Magenta diversi dispositivi preventivi, pronti a intervenire nel caso in cui in città fossero realmente arrivati gruppi intenzionati a creare problemi. Venerdì mattina, però, i “maranza” annunciati nelle chat non si sono fatti vedere e la giornata è trascorsa senza gli scenari descritti dai messaggi. Questo non significa che le segnalazioni siano state inutili o che il rischio dovesse essere sottovalutato: dopo quanto accaduto a Milano nel fine settimana precedente, le forze dell’ordine hanno mantenuto alta l’attenzione anche nell’hinterland. Il risultato di Magenta mostra però quanto sia importante distinguere una segnalazione utile da una voce che, rilanciata senza verifica, finisce per alimentare una paura sproporzionata rispetto a ciò che sta realmente accadendo sul territorio.

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L’attenzione adesso si sposta nuovamente su Milano, dove per sabato 24 ottobre è previsto un dispositivo di sicurezza rafforzato. Nell’ambito dell’operazione “Strade Sicure” saranno messi a disposizione 500 militari aggiuntivi, con la presenza di paracadutisti della Folgore e possibili specialisti nell’impiego dei droni. Il loro compito sarà quello previsto dalla normativa per i militari impegnati nell’operazione: pattugliamento, vigilanza e sorveglianza dei punti sensibili, in coordinamento con Polizia e Carabinieri. Le funzioni di polizia giudiziaria restano invece alle forze dell’ordine. Dopo una giornata in cui a Magenta l’allarme delle chat non ha trovato riscontro nei fatti, resta quindi alta l’attenzione per ciò che potrà accadere nel capoluogo, ma con un dispositivo preventivo già predisposto.

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Ilaria Maria Preti

Giornalista e direttore responsabile di Cronaca Ossona – Co Notizie News Zoom e di Beauty-Online.it. Mi occupo principalmente di cronaca nera, territorio e informazione locale nell’area dell’Altomilanese e di Milano. Dirige e coordina progetti editoriali digitali, con particolare attenzione alla produzione di contenuti e allo sviluppo dell’informazione online. Ho iniziato giovanissima e ho maturato oltre 30 anni di esperienza tra radio e televisione, anche come speaker.

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