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Pagamenti con carta, 40 centesimi in più alla cassa: cosa dice la legge sulle commissioni POS

Acquista una rivista e alcuni articoli di cartoleria, paga con carta attraverso un POS SumUp e soltanto a casa si accorge di una maggiorazione di 40 centesimi. È quanto ci ha raccontato una consumatrice, che riferisce di aver effettuato una spesa di 8,50 euro senza ricevere la ricevuta del pagamento elettronico. La donna attribuisce la differenza riscontrata a un supplemento applicato per l’utilizzo della carta. Non disponiamo della documentazione della transazione e non è possibile escludere un errore materiale nell’indicazione dell’importo. La segnalazione, tuttavia, offre l’occasione per chiarire una questione che riguarda tutti i consumatori: chi paga con carta deve sostenere anche le commissioni del POS?

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⚖️ Il Codice del consumo: le commissioni non si scaricano sul cliente

La risposta è contenuta nell’articolo 62 del decreto legislativo 206/2005, il Codice del consumo. La disposizione vieta ai professionisti di imporre ai consumatori spese aggiuntive per l’utilizzo di determinati strumenti di pagamento, fatte salve le eccezioni espressamente previste dalla normativa. In sostanza, il commerciante non può aggiungere un supplemento al prezzo pattuito soltanto perché il cliente sceglie di pagare con carta anziché in contanti.

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Il divieto riguarda i pagamenti elettronici in generale e non dipende dal gestore del terminale utilizzato dal negoziante. Le commissioni previste dal contratto con il fornitore del POS rappresentano un costo dell’attività commerciale, che non può essere trasferito al consumatore sotto forma di una maggiorazione specifica per l’utilizzo della carta. La regola vale anche per gli acquisti di piccolo importo.

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💳 Quanto costa davvero una transazione con SumUp

SumUp, il sistema utilizzato nel caso segnalato, prevede per il piano standard senza abbonamento una commissione dell’1,95% sull’importo incassato. Per una transazione di 8,50 euro il costo teorico è quindi di circa 17 centesimi. Su una rivista da 2 euro sarebbe invece di circa 4 centesimi. Il servizio propone anche il piano Pagamenti Plus, con canone e condizioni differenti, che prevede commissioni ridotte e, per le transazioni ammesse inferiori a 10 euro, l’azzeramento del costo percentuale.

La differenza tra 4 e 40 centesimi potrebbe essere riconducibile anche a un errore materiale, ma non abbiamo elementi per stabilirlo. In ogni caso, la commissione effettivamente sostenuta dal commerciante dipende dal contratto applicato e va distinta dall’eventuale supplemento richiesto al cliente.

📰 Edicole, il problema dei margini sui giornali

Per i giornalai il tema dei costi di incasso si inserisce in un sistema commerciale particolare. A differenza di quanto avviene per numerosi articoli di cartoleria, giocattoli e altri prodotti, sui quali il rivenditore può determinare il proprio prezzo di vendita, quotidiani e periodici vengono venduti al prezzo di copertina stabilito dall’editore. La remunerazione dell’edicolante deriva dalle condizioni economiche della filiera distributiva, attraverso un sistema di sconti sul prezzo delle pubblicazioni.

Questo significa che, quando un cliente acquista un giornale, la commissione del POS incide sul margine riconosciuto al rivenditore, già condizionato dagli accordi commerciali con la distribuzione. Una situazione diversa rispetto alla vendita di altri articoli, per i quali il negoziante dispone generalmente di maggiore libertà nella formazione del prezzo. Il problema economico esiste, ma non modifica le disposizioni sui pagamenti elettronici: il costo del servizio non può essere addebitato separatamente al consumatore.

Chi nota una differenza tra il prezzo dei prodotti e l’importo pagato con carta può controllare il movimento bancario e chiedere chiarimenti all’esercente, distinguendo la ricevuta del POS dal documento commerciale fiscale. Nel caso segnalato, la mancanza della ricevuta del pagamento elettronico non consente di ricostruire con certezza l’operazione. Resta però una regola generale: il prezzo concordato non può aumentare soltanto perché il cliente ha scelto di utilizzare la carta.

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Redazione CNNZ

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