Mercosur, Cecchetti: “No ad accordi senza tutele, a rischio agricoltura e sicurezza alimentare”
Il rinvio dell’accordo Mercosur alla Corte di Giustizia europea riaccende il confronto sulle tutele per l’agricoltura italiana e sul rispetto delle regole lungo tutta la filiera agroalimentare. Un tema che riguarda da vicino anche il territorio della provincia di Milano, in particolare l’Abbiatense e il Magentino, dove il settore agricolo resta un presidio economico e di qualità.
A intervenire è Fabrizio Cecchetti, deputato lombardo della Lega e segretario dell’ufficio di presidenza della Camera, che sottolinea come la decisione europea rappresenti un passaggio tutt’altro che formale. Secondo Cecchetti, il rinvio dimostra che non è possibile imporre accordi commerciali senza prima garantire regole chiare, controlli certi e condizioni di reciprocità.
Nel mirino finiscono soprattutto i rischi legati alla concorrenza sleale e alla sicurezza alimentare. «Senza reciprocità delle regole e senza controlli adeguati – spiega – si mette a rischio l’agricoltura italiana, la qualità dei prodotti e la sicurezza dei consumatori». Un punto che tocca direttamente le aziende agricole del territorio, chiamate ogni giorno a rispettare standard elevati in termini di tracciabilità, sostenibilità e benessere animale.
Agricoltura sotto pressione (il video diffuso da riscatto agricolo dopo la manifestazione del 9 gennaio 2026 a Milano.
Per gli agricoltori dell’Abbiatense e del Magentino, il tema Mercosur non è astratto. L’apertura a prodotti provenienti da Paesi extra UE, con normative meno stringenti su pesticidi, fitofarmaci e controlli sanitari, rischia di creare uno squilibrio competitivo che penalizza chi lavora nel rispetto delle regole europee.
La politica
Cecchetti ribadisce la posizione della Lega, che si dice schierata al fianco degli agricoltori italiani. «La mia totale solidarietà va agli agricoltori dell’Abbiatense, del Magentino e di tutto il nostro territorio della provincia di Milano», afferma, richiamando la necessità di difendere non solo il reddito delle imprese agricole, ma anche un modello produttivo basato sulla qualità.
Il rinvio alla Corte di Giustizia europea apre ora una fase di approfondimento che, secondo il parlamentare lombardo, deve portare a un ripensamento complessivo dell’accordo. L’obiettivo dichiarato è evitare intese che, senza adeguate garanzie, rischiano di scaricare sui territori agricoli locali il peso di scelte fatte lontano dai campi e dalle aziende.
In attesa delle decisioni europee, il dibattito resta aperto e destinato a coinvolgere anche le comunità locali, dove l’agricoltura continua a rappresentare un elemento centrale dell’economia e dell’identità del territorio.


