Politica

Giuliano Amato. Le grandi manovre del dottor sottile

Le esternazioni effettuate da Giuliano Amato attraverso le pagine di Repubblica non hanno ancora finito di generare reazioni polemiche e prese di posizione. Fra le più interessanti che abbiamo raccolto c’è quella dell’ingegner Ernesto Emanuele, Presidente dell’Associazione Famiglie separate cristiane e attento conoscitore dei meccanismi della politica italiana avendoli dovuti spesso affrontare. A lui si deve, tra l’altro, l’approvazione della legge 54, legge decisamente innovativa rispetto alle norme della precedente legge, che introduce in Italia l’affido condiviso dei figli in caso di separazione dei genitori. ( Fonte Foto: quirinale.it)

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E’ a lui che abbiamo preferito chiedere di fare un commento spassionato su quanto sta capitando Roma e sulle motivazioni che potrebbe avere Giuliano Amato per quanto ha dichiarato nell’articolo su Repubblica, sia riguardo alla citazione di Craxi sia riguardo alla vicenda di Ustica. La maggior parte di coloro che hanno fatto ipotesi sulle vere motivazioni delle esternazioni del dottor sottile, hanno cercato di vedere se dietro le parole di Amato potesse esservi qualche motivo recondito, e hanno ipotizzato qualche connessione con le manovre in corso sulla legge finanziaria legata alla resilienza. Con il sorriso sulle labbra è Emanuele a tentare una lettura totalmente differente delle possibili mire e motivazioni di Giuliano Amato.

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Il commento dell’ingegnere Ernesto Emanuele

“In molti hanno pensato, leggendo le parole di Giuliano Amato, che stesse portando avanti un attacco diretto al governo e più specificatamente alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ma data anche la notevole maggioranza parlamentare dell’attuale esecutivo tale ipotesi non regge. Ne è pensabile che possa mirare a sostituire la Meloni in un grande e non ipotizzabile governo di unità nazionale. A mio avviso, il ragionamento fatto da Giuliano Amato è diverso: non pensa certamente a “piccole manovre” quali quelle sulla attuale finanziaria. Per la sua visione politica, si tratta pur sempre di una cosa piccola.

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Politicamente, Giuliano Amato è un disoccupato. Sulla piazza delle istituzioni, per lui, non ci sono più poltrone che possa pensare di occupare. La grande manovra a cui si sta preparando è quella del Colle, dove ogni politico sogna di finire la propria carriera. Non ultimo, alla scalata al colle aveva pensato, negli ultimi mesi della sua vita, anche Silvio Berlusconi. La scalata al colle di Giuliano Amato potrebbe essere sostenuta da una sinistra che potrebbe candidarlo, anche perché a sinistra non ci sono nomi spendibili. Invece, un candidato gradito a destra (e dai francesi ma non tanto amato dal governo tedesco a causa della sua politica monetaria quando presiedeva la BCE) potrebbe essere Draghi.

Si vocifera, nei corridoi della politica, che la salute del presidente Sergio Mattarella non sia più eccellente e che potrebbe non arrivare a concludere il mandato presidenziale avuto lo scorso anno. Sapendolo, o sperandolo, Giuliano Amato potrebbe aver pensato che fosse il momento giusto per fare il “morto che parla”. Un politicamente morto che inizia a parlare raccontando una storia imbarazzante per molti politici di lungo corso ma già conosciuta, fa intendere che potrebbe raccontarne altre meno conosciute ma altrettanto imbarazzanti, se non di più. È pur sempre una vecchia volpe della politica”.

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Giuliano Amato come presidente della repubblica

Quella di Ernesto Emanuele è una teoria che, conoscendo l’Italia e la mentalità dei vecchi politici, ha delle radici fondate. Il colle, oltre che essere una dimora splendida con un panorama mozza fiato su Roma, rappresenta la meta finale di ogni politico. Con queste sue dichiarazioni Giuliano Amato inizia, forse con molto anticipo, le grandi manovre per il colle.

Bisogna vedere però se Sergio Mattarella sta davvero così male, come molti sperano e dicono, e se la prossima volta succederà ancora, come è successo con l’ultima elezione del presidente della repubblica, che il Parlamento si trovi senza nomi spendibili, o per lo meno accettati dalla maggioranza, per la carica del presidente della Repubblica.

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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