Economia e lavoro

Credit Suisse, le pareti tremano ancora.

Vedo che per la vicenda di Credit Suisse sta mancando un’informazione importante per il pubblico. La banca colosso Svizzero, per ricapitolare rapidamente, ha subito una ribasso molto importante che l’hanno portata vicino ad un fallimento non ancora scongiurato che ha obbligato la Banca Centrale Svizzera ad offrire coperture fine a 50 miliardi di dollari in caso di necessità per salvare la banca. Tutti speriamo che la banca sia salvata perché questa é una banca che non può fallire, mi spiego meglio. Credit Suisse é una delle 30 banche al mondo ad avere il titolo G-SIB che é l’acronimo di Global Sistematic Important Bank e questo significa che sarebbe un macello se dovesse fallire.

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Il fallimento di una banca di questa portata provocherebbe una crisi di larga scala che colpirebbe in maniera molto dura tutta l’economia globale. Diciamo che é troppo grande per fallire e se dovesse fallire l’impatto sarebbe devastante. Il 22 di Marzo prossimo Powell farà la nuova dichiarazione sui tassi d’interesse e si troverà davanti ad un bivio, continuare ad alzare i tassi per contrastare l’inflazione e rischiare il collasso del sistema bancario mondiale oppure rallentare l’aumento dei tassi e rischiare un rialzo dell’inflazione. Forse il collasso del sistema bancario é l’evento funesto che molti economisti stanno aspettando per giustificare la recessione che credono arriverà dal terzo quarto del 2023.

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Dicono che il contagio per le banche Italiane ha un rischio minimo, personalmente non ci credo.

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la scala Rho b&b

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