Morto un Draghi se ne fa un altro

E’ una specie di tarantella. Ci siamo abituati e ormai non fa nemmeno notizia. E’ metà luglio, piena estate e cade il governo. Di solito la data è Ferragosto, hanno anticipato un po’. La ragione? Chi lo sa! Mario Draghi ha detto che siccome i 5 stelle non hanno votato la fiducia non c’è più il governo di unità nazionale e quindi lui va a casa.

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Non è andato a casa, ma è andato al Quirinale, dove risiede il presidente della repubblica Mattarella, un vero esperto di queste tarantelle, per dare le dimissioni, che naturalmente sono state rifiutate. Draghi torna, fa un consiglio dei ministri di 15 minuti, ridà le dimissioni, e… c’è la crisi di governo, ma nessuno vuole andare a votare. Quindi resteranno lì. Chi fa il primo ministro? Secondo me sarà ancora Mario Draghi, che accetterà il sacrificio per amor dell’unità nazionale.

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Alle volte, di fronte a certe situazioni, la mia anima sarcastica prende il sopravvento e mi suggerisce delle frasi che faccio molta fatica a non esprimere. Oggi la frase che mi ronza in testa, pensando a Mario Draghi e al governo è “Non lo fo per piacer mio, ma per dare figli a Dio”. Ronza nelle mie orecchie, tutte le volte che sento la frase “crisi di governo.”

Se c’è qualcuno che non ha capito il contesto cui quella frase appartiene davvero, lo spiego. La frase arriva dalle sposine di campagna molto religiose che la recitavano un po’ di volte prima di fare sesso con il marito. Ipocrisia alla massima potenza, ma ben coperta dalla forma e dall’apparenza, e con una veste di innocenza. Un po’ come gli occhi ben aperti e tranquilli del bimbo che ha appena svuotato il vasetto della marmellata, che ti fissano sostenendo il tuo sguardo mentre dice che lui non sa dov’è la marmellata e si offende se gli dici che non gli credi.

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I cinici siamo noi, che guardiamo la crisi di governo senza preoccuparci. E’ l’ultimo dei nostri pensieri e non la prendiamo sul serio. Oggi è il giorno in cui arriva la bolletta della Luce. E’ la settimana in cui lo stipendio è finito e bisogna fare la spesa. Se fossimo in un paese dove la politica governa sul serio, la mancanza di un presidente del Consiglio ci darebbe qualche pensiero. Ma in Italia governa la burocrazia. Non capita nulla di particolare se non c’è un presidente del consiglio. Comunque qualcuno lo troveranno. Non possono ancora andare a votare, non sono pronti, mancano delle sardine, dei merluzzi, o delle formiche che facciano opinione.

Attenti al covid

Non sono una negazionista, sono vaccinata, e so che per i prossimi 10 anni circa dovremo fare una vaccinazione anti covid all’anno, ma con la crescita dei casi di covid il rischio di lock down era alle porte. Era, perchè la crisi di governo lo ha allontanato. Con Mario Draghi dimissionario, non di sarà nessuno che firma i DPCM ( decreti del presidente del consiglio dei ministri). Lo trovo un fatto positivo. Per il resto, l’estate continua come la vita, con i suoi malanni e le sue felicità, per noi gente normale.

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Maila

Maila

Metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

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