Il reportage sulla ‘drangheta è verosimile ma non reale. Parte l’accusa di truffa

Il reportage sulla ‘ndrangheta è verosimile (forse), ma non reale. Se ne accorge un carabiniere guardando la televisione. Ha riconosciuto, mentre guardava un reportage sulla “Nove”, un normale palazzo alla Barona, che non poteva essere quello descritto nel reportage stesso come raffineria per la droga. Da quella osservazione, e dalla nota di polizia giudiziaria che ne è derivata, sono iniziate le indagini.

Prezzo del reportage: 425mila euro

Non discuto che fra attori e lavoro per renderlo credibile, il reportage possa davvero essere costato molto. Se però fosse stata ripresa la verità, sarebbe stato qualcosa in più di uno scoop. Non si può vedere 5 kg di cocaina nel bagagliaio di un’auto a Milano e star zitti. Probabilmente è una mia idea, ma la maggior parte dei telespettatori milanesi che hanno visto il reportage hanno dato per scontato che fosse una recita su una storia inventata.

Il reportage incriminato

https://www.facebook.com/watch/?v=447685002608370

Il reportage è quello andato in onda l’11 novembre 2019. Qui sopra, nella pagina Facebook della Nove, ne vedete una parte. Ha come protagonista un “uomo della ndrangheta”, che potrebbe essere il primo pentito di ‘ndrangheta che si sia mai conosciuto, che ha deciso di farsi intervistare da un giornalista e di scarrozzarlo in giro mentre fa un trasporto di droga. Questa è una storia che, a mio parere, è solo all’inizio.

Anche se la spettacolarizzazione dell’intervista, consumata come se fosse un reality show, pare non avere un grande impatto sociale in Lombardia, cioè la si guarda senza attenzione, come se fosse il solito telefilm noir, questa vicenda apre a diverse riflessioni, da fare con calma, su come è presentato il fenomeno della ‘ndrangheta a Milano.

Un reportage un po’ inverosimile

La ‘ndrangheta agisce sulla paura che incute, e nell’intervista questo è negato. Nell’intervista ci sono forti incongruenze. Se qualcuno dice: “Se sbagli con noi sai che paghi” ed è lo stesso che si fa filmare e intervistare, non si capisce come mai prima non abbia chiesto garanzie e aiuto per essere protetto. Nello stesso tempo se qualcuno segue un’auto che trasporta 5kg di cocaina e non chiama il 112, ma vende il reportage che poi è trasmesso in televisione, l’essere accusato di aver fatto passar per vero quello che era solo una storia verosimile è il minimo possa succedere. 5 kg di cocaina valgono, come minimo, 250mila euro.

La nota alla stampa dalle FFo

Ed è così che nella mattinata di ieri, la Procura di Milano ha emesso un avviso di conclusione delle indagini preliminari ed informazione di garanzia, per il reato di truffa in concorso, nei confronti di 4 persone, di cui una residente in Italia e tre in Spagna, responsabili di aver venduto ad una nota società di canali televisivi , al prezzo di 425.000 euro, un reportage dedicato alla ‘ndrangheta e trasmesso in televisione nel novembre del 2019 sul canale “nove”, inducendo la società a ritenere che contenesse fatti realmente accaduti, filmati da reporter infiltratisi sotto copertura, rivelatisi invece frutto di una recita ad opera di attori appositamente scritturati.

Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo della Compagnia Milano Porta Magenta, hanno tratto origine da un’annotazione di polizia giudiziaria redatta da un carabiniere che, guardando il reportage in televisione, ha riconosciuto un palazzo, indicato falsamente dagli autori come il luogo ove abitualmente la ‘ndrangheta raffinava la cocaina importata a Milano prima di metterla in vendita sul mercato nero. 

Il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria è stato notificato all’indagato residente in Italia, ovvero un italiano 53enne pregiudicato per reati di corruzione, favoreggiamento, accesso abusivo a sistema informatico e rivelazione di segreto d’ufficio, dalla Compagnia Carabinieri di Marcianise.

Ilaria Maria Preti 5173 Articoli
Metà Milanese e metà Mantovana, sono il Direttore responsabile di Co Notizie -Zoom News. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker di Radio Padania libera. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Editor Specialist

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