Milano

Pasticciaccio tra Iene, polizia locale di Milano e spacciatori di droga

Una trappola organizzata dalle Iene insieme ad un pregiudicato mette nei guai alcuni agenti della polizia locale di Milano. Palazzo Marino mette le mani avanti.

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Le Iene organizzano un trappolone a degli agenti della polizia locale di Milano. Colpevoli o innocenti? Non so, ma di sicuro sono stati scaricati

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cambiamenti. Social journalism

Il comunicato del Comune di Milano e del comando della polizia locale di Milano

” L’Amministrazione, alla luce di quanto accaduto alcuni giorni fa e riportato dal servizio de Le Iene “Milano, accordi economici degli agenti con i complici sulla droga?”, sta attuando i primi provvedimenti di trasferimento per gli agenti che sarebbero coinvolti nei fatti raccontati nel servizio. Eventuali ulteriori misure saranno valutate all’esito delle indagini, per le quali l’Amministrazione e il Comando della Polizia locale di Milano sono già a disposizione dell’Autorità giudiziaria che sta effettuando gli accertamenti sui fatti e le responsabilità.

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MIlano, palazzo Marino sede del Municipio

Ma cosa è successo?

Da quanto raccontato dal sito internet delle Iene, qualche giorno fa era stata organizzata una trappola con la complicità di un informatore della polizia locale di Milano, che era stato contattato, dice la storia, dopo essere uscito di prigione. Poi lo hanno contattato anche le Iene o forse ci è andato lui. A quanto pare a quest’uomo servivano 10 – 12mila euro. La trappola ha dato vita al servizio delle Iene andato in onda ieri.

Probabilmente sono io che non capisco

Sono una ingenuona, lo so. L’intrigo mi colpisce come colpisce tutti, e una storia simile fa colpo e notizia, però ho qua nel cervello alcune domande che faticheranno a trovare risposta. Uno spacciatore non è uno stinco di santo. Un pregiudicato che ha bisogno di 10. – 12 mila euro e che sicuramente non ama le divise, lo è ancora meno. Soprattutto non è affidabile.

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Non riesco a capire cosa possa aver spinto dei poliziotti a confidarsi e promettere cifre simili ad un pregiudicato per fatti di droga che ha bisogno di 10 – 12 mila euro, se avevano intenzione di tenersi della droga o parte del denaro di un sequestro. A meno che non avessero intenzione di dargliela a bere, di con. Solo che lui non la ha bevuta e ha collaborato a mettere nei guai gli agenti della polizia locale attraverso le Iene. Mi è difficile pensare che se faceva l’informatore della Polizia Locale per denaro, abbia deciso di fare l’informatore di Mediaset per voglia di giustizia sociale.

Le Iene

Agenti della polizia locale scaricati troppo in fretta

Non sto prendendo parte. Non so chi è colpevole e di cosa. Di certo si tratta di una situazione intricata e rischiosa, in cui risalta però il fatto che l’ amministrazione comunale di Milano e il comando della polizia locale di Milano hanno abbandonato molto velocemente gli agenti del nucleo antidroga della polizia locale finiti nella trappola. Sarà perchè sapevano già qualcosa sugli agenti in questione? Avevano, come è nelle procedure di qualunque corpo di polizia, informato il comando della polizia locale della imminente operazione per il sequestro di 90 kg di marijuana ( o hashish)?

Non sono bruscolini. Come mai sono stati così ingenui, persino più di me, da essere andati da soli all’appuntamento con il trafficante, e non esserci andati invece in forze? Per far sparire la droga? Eh, già ma poi almeno una parte avrebbero dovuto consegnarla e il trafficante, anche se fosse stato un vero trafficante, avrebbe dovuto essere consegnato ad un giudice per la convalida dell’arresto. Tutta la storia è troppo poco credibile, secondo me.

Ora anche i carabinieri vogliono chiarire questa vicenda

Ora anche i carabinieri vogliono chiarire questa vicenda“. E’ la frase con cui si chiude l’articolo delle Iene sul loro sito internet.
 Fanno bene i carabinieri a volerci veder chiaro. Alla fine, tra Iene, spacciatori e Comando della polizia locale non si capisce molto bene cosa sia successo. Vorrei davvero vederci chiaro anche io. La curiosità è donna, dicono.

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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