Il Comune di Magenta “costretto” a dare spazi di preghiera all’Islam?

Il Comune di Magenta perde in appello contro l’associazione Moschea Abu Bakar di Magenta. Il Tar di Milano ha infatti accolto il ricorso. Al centro della disputa, l’area di preghiera che non fu concessa per motivi che venivano spiegati e che erano legati alla presenza in città di spazi non idonei dal punto di vista della sicurezza (anche sanitaria) a dare esecuzione al rito.

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Si parlava in particolare del “no” alla concessione di uno spazio pubblico per gli auguri della festa dell’ Eid al Adha o “Festa del Sacrifico” che si è svolta proprio in questi giorni con la presenza del prevosto di Magenta don Giuseppe Marinoni. Il sacrificio è quello di una pecora che viene sgozzata e macellata a ricordo di quella inviata da Dio al profeta Abramo in modo che non sacrificasse il suo figlio.

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“Il provvedimento del Comune di Magenta non aveva alcun fondamento, andava contro la legge e la Costituzione – fa sapere l’associazione – Parole chiare e nette che suonano come una dura condanna dell’operato dell’amministrazione comunale in questa vicenda. Nella sentenza parole molto nette a riguardo della condotta anche processuale del Comune di Magenta, definita dal Tar sleale e in ‘palese violazione degli ordinari canoni della buona fede anche processuale’ “.

La notizia è iniziata a circolare anche tra i Magentini e tra chi, contrario anche all’uccisione degli agnelli per la Pasqua cristiana, è diviso dalla legge e dal cuore che vanno in direzioni differenti.

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Cristina Garavaglia

Cristina Garavaglia

Giornalista

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