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Il mio primo editoriale da direttore

Mentre mi preparavo, negli ultimi giorni, a scrivere un editoriale e a ricoprire il nuovo ruolo di direttore di un testata giornalistica come Co – Notizie Zoom News, che ha una rispettabile platea di lettori (tra i 60mila e gli 80mila ogni mese), ho cercato di leggere più editoriali possibile, scritti da giornalisti e da direttori di ogni schieramento e linea editoriale. Da Vittorio Feltri a Enrico Mentana. Con un leggero sgomento mi sono accorta che tutti hanno in comune alcune caratteristiche: commentano le notizie dal loro punto di vista, prendono spudoratamente parte, e raccontano, senza timidezze, i fatti loro.

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Fanno cioè tutto quello che ho evitato di fare dal momento in cui ho ricevuto il tesserino bordeaux e che non facevo neppure quando ero una blogger. La conclusione cui sono arrivata è che o io ho preso troppo sul serio le regole di questa professione oppure esiste un livello in cui ci si può barcamenare meglio tra le regole. Sono più propensa che la realtà stia nella seconda opzione

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Quindi, dato che mi sento ancora una pivella, ho deciso di continuare come prima, rispettando le regole, garantendo pluralità di pensieri e lasciando che gli autori e i collaboratori di Co notizie News Zoom siano davvero liberi di esprimere il loro punto di vista, purché rispettino il lettore, che deve comunque sempre sapere da quale parte la vede chi commenta la notizia, il fatto, che, a sua volta, deve comunque essere sempre il più possibile oggettivo.

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Il grande giorno del direttore

Da questa mattina, 3 giugno 2020, da quando mi hanno telefonato dal Tribunale di Milano per comunicarmi il numero di registrazione al Registro della Stampa si può dire che abbiamo saltato una staccionata. Siamo in tempi di lockdown e pandemia e la registrazione di un giornale non è stato un mero atto burocratico. Vai lì, consegni i documenti e aspetti.

Al palazzo di Giustizia in periodo di pandemia

Ho affrontato tre volte la fila che serpeggiava lungo lo scalone del palazzo di giustizia fin lungo corso di Porta Vittoria, sotto il sole e sotto la pioggia, respirando anidride carbonica nella mascherina, per tre giorni di fila. Mi hanno provato la febbre con una telecamera che mi inquadrava la fronte e sembrava volermi leggere nel cervello. Mi sono incamminata nel palazzo quasi vuoto dove mi perdo sempre e questa volta non c’era quasi nessuno cui chiedere informazioni. Ho insistito, pregato, anche un po’ mentito, mandato email e pec, ho ottenuto un appuntamento, consegnato, insistito, tremato, atteso e sono anche capitata nell’unico week end in cui i sistemi informatici del ministero della giustizia erano in manutenzione. Insomma, ho davvero sofferto.

Non è facile scrivere un editoriale da direttore su un fatto che per me è una notizia, e per altri una semplice routine

Siamo partiti in modo diametralmente opposto rispetto agli altri giornali. Prima abbiamo avviato il giornale, lo abbiamo rodato per anni, e poi effettuato la registrazione. In genere si fa il contrario. Si registra la testata e poi si comincia a pubblicare. Qui si fa un passo alla volta, si cerca quello che oggi sembra essere davvero una chimera, un tesoro nascosto. Avere successo, farsi leggere e guadagnarsi il pane creando onesta informazione. La registrazione è stato un passo da gigante. Un punto di arrivo, non quello di partenza. Ora cercheremo il modo di uscire dal marketing, dalla mania di mostrare sempre solo il lato perfetto dei fatti, per raccontare anche quello imperfetto e migliorabile, persino di noi stessi.

Cercheremo insomma di descrivere la realtà, sapendo che è sicuramente più affascinante e sa meno di plastica della finction. Questo, almeno, è quello che spero di riuscire a fare, mentre vi racconto delle mie ascelle che sudano copiosamente mentre scrivo il mio primo vero editoriale ( le ascelle, non la fronte) e dell’odore caldo che emanano, che è lo stesso che posso sentire quando respiro troppo tempo all’interno della mascherina chirurgica che oggi, in emergenza sanitaria, portiamo tutti. Vedremo insieme come va a finire.

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Ilaria Maria Preti

Giornalista e direttore responsabile di Cronaca Ossona – Co Notizie News Zoom e di Beauty-Online.it. Mi occupo principalmente di cronaca nera, territorio e informazione locale nell’area dell’Altomilanese e di Milano. Dirige e coordina progetti editoriali digitali, con particolare attenzione alla produzione di contenuti e allo sviluppo dell’informazione online. Ho iniziato giovanissima e ho maturato oltre 30 anni di esperienza tra radio e televisione, anche come speaker.

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