Storia e CulturaLettere al direttorePolitica

Ecco perché la Festa della Liberazione non dovrebbe avere colori politici ma una Bandiera… quella Sabauda

Ieri guardavo con attenzione le immagini delle Piazze Italiane, in festa, per celebrare quella liberazione che una buona metà dei giovani presenti alle relative manifestazioni non comprende neanche lontanamente. 

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Ho trovato accecante la presenza di soli rappresentanti di una sinistra italiana che, usurpando un pezzo di storia (della Nostra storia), sta consegnando alle generazioni a venire una visione di quella che fu la resistenza ben lontana dalla verità. Mi fanno pensare le immagini di quei ragazzi con le magliette “Chi tace, acconsente” corredate dallo stemma di Casa Savoia.

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Ragazzi che non sanno, e a cui non è stato spiegato, il ruolo che ebbe Casa Savoia nel periodo più buio della nostra storia; non sanno, che un monarca è super partes; non sanno che la Festa della Liberazione fu fortemente voluta da Re Umberto II e fu lui a indirla; non sanno, e alcuni forse non vogliono sapere, di quanto la Regina Maria José si impegnò per supportare i partigiani sia con beni di prima necessità che economicamente durane il suo esilio. 

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Mi chiedo se oltre il ricordare i partigiani comunisti ieri non avremmo potuto ricordare anche i molti, anzi moltissimi, partigiani monarchici che diedero la vita per la nostra libertà.

Tra i tanti vorrei ricordare Edgardo Sogno, eroe della resistenza, antifascista, anticomunista e convinto monarchico e Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, brutalmente ucciso nelle Fosse Ardeatine. 

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Mi auguro che, un giorno, qualcuno abbia la forza e il coraggio di raccontare questa storia; che è la storia d’Italia ed è la storia di noi tutti. Perché, come diceva un Re coraggioso (che combatté già dal 1943 contro il regime fascista assieme alle forze alleate), l’Italia… innanzitutto.

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