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Area 51. Per scovare gli alieni seguita la scia di denaro della ‘ndrangheta

Area 51 è il nome di una grossa operazione dei carabinieri che ha portato a smantellare, lo scorso maggio, un grande traffico di droga che aveva sede ad Arluno, in provincia di Milano a casa di Francesco Riitano esponente della cosca Gallace, che tentava di radicarsi nel territorio milanese.

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Area 51 come il numero civico della corte in via martiri della Libertà, ad Arluno. Un vero fortino quasi impenetrabile utilizzato dall’organizzazione malavitosa. Area 51 però richiama quella base statunitense super segreta e famosissima in cui si dice siano tenuti prigionieri gli alieni.

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Alieni, estranei, invasori, come può essere giustamente considerata la ‘ndrangheta in Lombardia. Una forza che tenta di occupare e trasformare dei Comuni tranquilli nello stesso luogo di inciviltà e di illegalità delle sue origini. Nell’operazione Area 51 finirono in manette 21 persone, ma la prigione non basta per il genere di delitti di cui si sono resi colpevoli.

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Perchè la giustizia sia vera i proventi del traffico di droga e di morte non devono rimanere nelle mani degli affiliati della ‘ndrangheta. Nemmeno in quelle dei loro parenti. Così, dopo diverse indagini di tipo amministrativo, i carabinieri del Comando Provinciale di Milano e del ROS di Brescia sono riusciti ad attribuire diverse proprietà alla disponibilità degli arrestati e degli indagati e a dimostrare che erano state comprate con denaro di provenienza illecita.

Operazione Area 51. I sequestri in provincia di Milano e di Catanzaro

Il tribunale di Milano ha emesso 4 decreti di sequestro preventivo, nei confronti di 3 componenti della ‘ndrangheta “Gallace”, che si erano radicati ad Arluno ed emanazione della omonima cosca di Guardavalle (CZ) con ramificazioni sia in Lombardia che nei comuni di Anzio (RM) e Nettuno (RM).

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A Francesco Riitano, ancora latitante, è stata sequestrata la villa di Arluno, dove vivono moglie e figli. Il tenore di vita della famiglia era al di sopra delle possibilità dei redditi dichiarati dalla famiglia. Lo dimostravano il lusso degli arredamenti della casa che conteneva anche due cucine di design.

Riitano non fa la dichiarazione dei redditi ed è nullatenente. Aveva tentato di nascondere l’acquisto della casa facendola comprare dai suoceri che l’avevano intestata alla figlia. I carabinieri sono riusciti a dimostrare che i due anziani pensionati non avrebbero mai potuto avere disponibilità di tanto denaro, e che i versamenti sul loro conto corrente avvenivano in contanti non tracciati. Chiaramente il reimpiego del denaro ottenuto con il traffico internazionale dello spaccio di droga.

Operazione Area 51. Guardavalle

Nel paese di origine della famiglia di uno degli arrestati Augusto Somà, hanno posto sotto sequestro un intero stabile con due appartamenti e un negozio. Risultava intestato a dei parenti prestanome ma era nella disponibilità del Somà. Anche in questo caso la pista seguita è quella del reimpiego del denaro, dimostrando che chi aveva comprato l’immobile lo aveva fatto con somme di denaro non tracciabili, che gli erano versate in contanti.

Nicola Guido è un altro degli arrestati che godeva di beni non intestati e che sono stati posti sotto sequestro. Gli investigatori hanno dimostrato che che erano stati comperati con i soldi avuti dal traffico di stupefacenti.

Tra i beni sequestrati ci sono anche 3 Volkswagen Golf, comprate in Germania, dove era residente Francesco Riitano prima di diventare un latitante. Le auto sono poi state importate e sono passate di mano alcune volte prima di arrivar a quelle di un prestanome che ha dichiarato di averle prestate a degli amici. Un altro sistema per reimpiegare il denaro avuto con il commercio di droga che però non ha ingannato gli investigatori. In totale sono stati posti sotto sequestro beni per un valore complessivo di circa 500mila euro.

Nel corso del 2017, i Carabinieri del Comando Provinciale di Milano hanno sequestrato beni per un valore complessivo di oltre 5milioni e 400mila euro, tra cui 25 immobili. Gli immobili sottoposti a confisca sono stati invece 125.

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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