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Studio tributarista nei guai. Sequestri per 180 milioni di euro

Uno studio tributarista, di  consulenza tributaria e del lavoro, di Milano è finito al centro di una indagine della guardia di Finanza di Chiari, Brescia. L’accusa nei confronti dei consulenti che lavoravano per lo studio è quella di aver insegnato ai clienti il modo per evadere le tasse, facendo finta di pagare delle fatture false, usando loghi di aziende che non ne sapevano nulla, tramite degli altrettanto falsi pagamenti f24, per poi chiedere la compensazione dell’Iva.

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L’indagine era partita nel 2015 e ha coinvolto 172 aziende sparse per tutto il nord Italia e più alcune ain sicilia. Il settore è stato quello dell’edilizia. I Finanzieri della Compagnia di Chiari hanno arrestato 17 persone. 8 sono ora in carcere e 9 agli arresti domiciliari. Altre 8 persone sono state sottoposte all’obbligo di firma. Sono tutte accusate, con varie incriminazioni, di aver frodato il fisco. Il totale della frode ammonta a circa 1,364 miliardi di euro.

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I servizi dello Studio tributarista e le accuse

Lo Studio tributarista di consulenza forniva ai suoi clienti un pacchetto All Inclusive, che prevedeva un notaio, domiciliazione fittizia presso un virtual office di Milano, prestanomi, tenuta ed aggiornamento della contabilità, fino alla presentazione dei falsi modelli di versamento F24.

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Quindi i reati di cui sono stati accusati gli arrestati vanno dalla dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture false, dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, occultamento e distruzione di documenti contabili, indebita compensazione, truffa aggravata, bancarotta fraudolenta, impiego di denaro, beni od utilità di provenienza illecita, sostituzione di persona,  fino alla falsa dichiarazione ad un pubblico ufficiale sulla propria od altrui identità. Soprattutto, l’associazione a delinquere a carico dei responsabili dello studio e dei loro prestanome.

I sequestri di beni mobili e immobili

L’autorità giudiziaria ha posto sotto sequestro un lungo elenco di beni appartenenti a tutte le società e alle persone coinvolte che dovrebbero concorre a raggiungere quanto non versato di Iva. Sono arrivati ad un valore stimato di 180 milioni di euro in i beni mobili, immobili, risorse finanziarie e valori di ogni genere. Si tratta di 58 autoveicoli, 199 immobili e 22 terreni , il tutto dislocato in una ventina di comuni tra le province di Genova, Cremona, Milano, Bergamo, Brescia, Pavia, Varese, Verona e Catania.

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Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Giornalista, metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica di Radio Padania. Ora dirigo, scrivo e collaboro con diverse testate giornalistiche, coordino portali di informazione, sono una Web and Seo Specialist e una consulente di Sharing Economy. Il futuro è mio

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