Banda dell’ hawala sgominata con l’operazione Liquid Gold. Finanziavano il terrorismo?

Un gruppo di malviventi sfruttava la metodologia della rete di scambi di denaro tramite il sistema mussulmano dell’ hawala, per riscuotere i proventi di traffici illegali e favoreggiamenti.

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I Finanzieri del Comando Provinciale di Milano in queste ore stanno eseguendo una vasta operazione, in cui sono impegnati 100 agenti e che ha legami con il finanziamento del terrorismo. 10 arresti sono stati eseguiti in Italia e 3 in Ungheria, ordinate dal Gip del tribunale di Milano De Pascale.  

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Le indagini riguardano l’associazione a delinquere  il riciclaggio e l’attività abusiva di servizi di Pagamento. Le indagini sono dirette dalla Procura delle Repubblica di Milano e coordinate dal dott. Alberto Nobili e dal Sostituto Procuratore dott. Adriano Scudieri. Da quanto comunicato il gruppo degli arrestati gestiva una rete di scambi di  denaro tramite il sistema mussulmano dell’Hawala, e in questo modo potevano riscuotere i proventi del traffico di droga,di armi, del favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. La rete era di dimensioni tali e talmente operativa che durante le perquisizioni è stato sequestrato un milione di euro in contanti. Il decreto di sequestro preventivo riguarda 4 milioni di euro.

Cos’ l’ Hawala

L’ hawala è un sistema di pagamento ideato nel mondo islamico sin dal medioevo, per il trasferimento di fondi in paesi lontani. Gli agenti, gli hawalander, riscuotono i fondi in contanti dai loro clienti che devono trasferire denaro all’estero. Quindi contattano i loro corrispondenti nella città del destinatario e danno mandato di anticipare il denaro, promettendo il pagamento, che può anche non avvenire in denaro, ad una certa data. Si crea così un sistema di compensazioni effettuato senza che vi sia a monte un controllo sulla provenienza del denaro e dei beni scambiati.

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L’unica garanzia data per i pagamenti è quella dell’onore, una forte motivazione che ha delle implicazioni religiose, e che permette di finanziare qualunque attività illeceità perchè non lascia tracce. Con il sistema dell’Hawala non è difficile far avere una pensione ai familiari dei terroristi islamici suicidi, pagare le consegne di armi ai terroristi del medio oriente o dell’ Isis, o le consegne di droga ai coltivatori e ai produttori. Da quando esistono le banche ed internet, l’hawala avrebbe dovuto sparire come pratica, perlomeno dai paesi sviluppati. E’ sopravvissuta proprio perchè da la possibilità di sfuggire alle leggi sulla tracciabilità del denaro.

Ecco i nomi degli hawalader arrestati durante l’operazione Liquid Gold.Sono stati resi noti dalla Guardia di Finanza

  • 1) AHMED Hamdy Dawood Mohamed, nato in Egitto il 9 ottobre 1953;
  • 2) ALSHAKKA Mehsen (Abu Firas), nato in Siria il 17 novembre 1973;
  • 3) BAZKKA Salmo (Abou Mahmoud), nato in Siria il 1° luglio 1965;
  • 4) BAZKKA Alaa, nato in Siria il 25 gennaio 1991;
  • 5) BAZKKA Mohamad, nato in Siria il 1° gennaio 1996;
  • 6) EL SHAZLY Soliman (Yasser), nato in Egitto il 17 febbraio 1985;
  • 7) EL SHAZLY Ibrahim, nato in Egitto il 1° aprile 1986;
  • 8) EL GHORAB Mohamed Anwar Abdelaziz, nato in Egitto il 1° luglio 1977;
  • 9) HAKIM Ahmed, nato in Marocco il 1° gennaio 1966;
  • 10) HAIDARA Rabi, nato in Marocco il 29 giugno 1978;
  • 11) IBRAHIM Ibrahim Ahmed Ahmed Mahmoud (Haj Ibrahim), nato in Egitto il 17 dicembre 1970;
  • 12) IBRAHIM METTWLI Magdi Ahmed, nato in Egitto il 4 marzo 1957;
  • 13) TRAD Maroa (Marwa), nata in Siria il 9 luglio 1985
Maila

Maila

Metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

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