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Dopo la fuga dei cervelli, la fuga dei pensionati milanesi

Hanno lavorato una vita, pagato fior di contributi trattenuti alla fonte dall’Inps, e si ritrovano con pensioni che non permettono loro neppure di nutrirsi. Un tempo, prima dell’avvento dell”euro, una pensione da 1milione e 200 mila lire permetteva di godersi la meritata pensione, con agiatezza.

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Oggi, con l’euro, quel milione e 200mila è diventato 600 euro e, in compenso, i prezzi al dettaglio di qualunque cosa, dal cibo alle vacanze sono raddoppiati. Pensioni dimezzate e prezzi raddoppiati. Mille lire sono scambiate, di fatto, con 1 euro.  E’ una situazione che si conosce molto bene. Che ha messo sul lastrico tanti anziani, che ora si trovano a dover vivere con 600 euro al mese e a non riuscire neppure a pagare le spese della casa che erano riusciti a comprarsi con tanta fatica.

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Sono però sempre milanesi, pronti a cercare una soluzione, se appena appena possono, che li renda indipendenti. All’età della pensione quindi alcuni hanno preso la decisione di fare gli emigranti. Ora in città abbiamo, oltre alla fuga di cervelli, anche la fuga delle pensioni.

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Pensionati che emigrano

Cresce infatti ogni giorno il numero d pensionati vanno a vivere all’estero. Alcuni scelgono le isole turistiche. Baleari, Azzorre, Madeira, Canarie. Luoghi frequentati da turisti europei, ma in cui il costo della vita è più che abbordabile. Ma c’è chi ha scelto paesi che avremmo creduto improbabili sino a pochi anni fa. Come la Cambogia, considerata al massimo una metà per una vacanza fortemente alternativa. Invece i pensionati italiani, specie quelli milanesi, ci si trovano benissimo. Vivono sicuramente meglio che a Milano. Quasi da ricchi.

Come Giorgio, poco più di 65 anni, che nelle lettere ai suoi amici rimasti a vivere nella calura e tra le grandi difficoltà economiche di Milano, scrive: “Carissimi, c’è qualcuno in Italia che riesce a viaggiare per km e km, pranzare e bere, dormire in un luogo pulito ed ospitale, visitare musei, antichi templi e parchi naturali pagandone pure il relativo biglietto d’ ingresso (che comunque esiste ed a differenza dell’ Italia per noi stranieri è maggiorato del quintuplo) per soli 20 Euro al giorno??? No, non credo ma qui ciò è incredibilmente possibile! Ciao da Giorgio”.  

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Una lettera che, se ci rende felici per Giorgio, rende il cuore triste per chi rimane, per chi ha già tali problemi di salute da non riuscire a emigrare, e per chi deve restare perchè la pensione è comunque l’unico sostentamento per i figli disoccupati.

Nota della redazione
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Ilaria Maria Preti

Metà Milanese e metà Mantovana. Ho iniziato giovanissima con cronaca, cibo e politica. Per anni a Tvci, una delle prime televisioni private, appartengo alla storia della televisione quasi nella stessa linea temporale dei tirannosauri. Dal 2000 al 2019 speaker radiofonica. Ora scrivo su alcune testate, coordino portali di informazione, sono una giornalista, e una Web and Seo Editor Specialist

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